Aggiornamenti, Medicina, Salute e Benessere, Notizie, Scienza, Tecnologia, Ultim'ora

I segreti dell'evoluzione in 240 mappe del Dna dei mammiferi

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Maggio, 2023, 23:41:08 di Maurizio Barra

A 20 anni dalla pubblicazione del genoma del topo, sono 240 le mappe del Dna di mammiferi pubblicate finora e raccolte nel progetto internazionale Zoonomia: aiuteranno a capire aspetti importanti dell’evoluzione compresa quella umana. I risultati sono pubblicati sulla rivista Science in ben 11 studi completati nell’ambito del progetto coordinato da Elinor Karlsson, del Broad Institute del Massachusetts Institute of Technology e dell’Università di Harvard, e Kerstin Lindblad-Toh, dell’Università svedese di Uppsala.

Dai segreti dell’olfatto alla capacita’ di ibernazione fino alla possibilita’ di identificare le origini genetiche di malattie, come il diabete, e alle caratteristiche del celebre cane da slitta Balto: sono solo alcuni dei risultati arrivati dal progetto Zoonomia. “Uno dei maggiori problemi nella genomica – ha detto Karlsson – e’ che gli esseri umani hanno un genoma davvero grande e non sappiamo a cosa serva”. Per cercare di fare maggior chiarezza e’ nato il progetto Zoonomia , un grande sforzo per sequenziare e poi mettere a confronto l’intera sequenza di Dna dei mammiferi, dai pipistrelli alle balene, per individuare le caratteristiche che li accomunano accanto alle peculiarita’ delle singole specie, e per capire cosa rende speciali sia gli umani, sia gli animali dotati di incredibili poteri, come un fiuto super sviluppato o la capaicità di ibernarsi.

Tra gli 11 sturi, quello guidato Matthew Christmas, dell’Universita’ di Uppsala, e Irene Kaplow, dell’Universita’ americana Carnegie Mellon, ha scoperto che almeno il 10% del genoma umano e’ comune agli altri mammiferi e che 4.500 pozioni di Dna sono quasi perfettamente conservate in oltre il 98% delle specie studiate.

Le ricerche hanno permesso di determinare che la grande diversificazione dei mammiferi e’ avvenuta molto prima dell’estinzione dei dinosauri e di identificare alcune mutazioni specifiche presenti nell’uomo. “Abbiamo prodotto una tale quantita’ di dati – ha detto Lindblad-Toh – che potranno essere utilizzati per studi sull’evoluzione e ricerche mediche per molti anni a venire”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA