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Papa Francesco: "La libertà minacciata da un consumismo che anestetizza"

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Ultimo aggiornamento 3 Maggio, 2023, 11:35:12 di Maurizio Barra

Anche oggi, “la libertà è minacciata”, dice Papa Francesco nella sua catechesi durante l’udienza generale in piazza San Pietro, “soprattutto con i guanti bianchi, da un consumismo che anestetizza, per cui ci si accontenta di un po’ di benessere materiale e, dimentichi del passato, si ‘galleggia’ in un presente fatto a misura d’individuo. Questa è la persecuzione pericolosa della mondanità”, ricorda il Pontefice nel discorso che, come tradizione dopo il rientro da un viaggio internazionale, ha dedicato alla sua ultima visita in Ungheria conclusa domenica scorsa.

Nel ripercorrere gli incontri avuti con i giovani e con il mondo della cultura, Francesco ha aggiunto: “Quando l’unica cosa che conta è pensare a sé e fare quel che pare e piace, le radici soffocano. È un problema che riguarda l’Europa intera, dove il dedicarsi agli altri, il sentirsi comunità, la bellezza di sognare insieme e di creare famiglie numerose sono in crisi. L’ Europa intera è in crisi. Riflettiamo allora sull’importanza di custodire le radici, perché solo andando in profondità i rami cresceranno verso l’alto e produrranno frutti”.

Papa Francesco, quindi ha voluto parlare “di questa visita attraverso due immagini: le radici e i ponti”. L’ Europa ricordi, ha sottolineato Francesco, “l’importanza di costruire ponti di pace tra popoli diversi“. Francesco, parlando ai tantissimi fedeli riuniti in piazza ha detto di aver apprezzato particolarmente a Budapest “il ponte umanitario creato per tanti rifugiati dalla vicina Ucraina, che ho potuto incontrare, ammirando anche la grande rete di carità della Chiesa ungherese”.

“Il Paese – ha poi ricordato – è poi molto impegnato nel costruire ‘ponti per il domani’: è grande la sua attenzione per la cura ecologica e per un futuro sostenibile, e si lavora per edificare ponti tra le generazioni, tra gli anziani e i giovani, sfida oggi irrinunciabile per tutti. Ci sono inoltre ponti che la Chiesa, – ha concluso – è chiamata a tendere verso l’uomo d’oggi, perché l’annuncio di Cristo non può consistere solo nella ripetizione del passato, ma ha sempre bisogno di essere aggiornato, così da aiutare le donne e gli uomini del nostro tempo a riscoprire Gesù”.

Papa Francesco è tornato poi anche oggi a rivolgere un nuovo appello per la pace, ed in particolare per la fine delle ostilità in Ucraina, salutando i pellegrini di lingua polacca. “Oggi, nella solennità di Maria Regina di Polonia, ricordo il mio viaggio apostolico e gli indimenticabili incontri con gli ungheresi, con i quali avete legami così stretti da chiamarli popolarmente cugini. È significativo che entrambi i Paesi abbiano proclamato Maria la loro Regina. Invocate la sua intercessione per i vostri Paesi e per l’intera Europa, chiedendo la perseveranza nella fede, l’unità e la cooperazione armoniosa, ma prima di tutto la pace, specialmente nella vicina Ucraina”.

Una invocazione che Francesco, sempre nel corso dell’udienza generale, ha rivolto anche salutando i pellegrini di lingua portoghese. “All’inizio di questo mese di maggio – ha detto loro – ricordo la richiesta della Madonna di Fatima ai tre pastorelli: ‘Pregate il rosario ogni giorno per la pace nel mondo e la fine della guerra’. Anch’io ve lo chiedo: pregate il rosario per la pace. Maria, Madre di Gesù e nostra, ci aiuti – ha concluso Francesco – a costruire vie di incontro e sentieri di dialogo, e ci dia il coraggio di intraprenderli senza indugio”.

Al termine dell’udienza, al momento del ‘baciamano’ sul sagrato vaticano, Papa Francesco ha salutato per primo il metropolita ortodosso Antonij di Volokolamsk, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca. Il Papa ha subito baciato la croce pettorale di Antonij e scambiato con lui doni e alcune battute. In passato Antonij, successore di Hilarion come ‘ministro degli esteri’ del patriarca Kirill, è stato rettore della chiesa di Santa Caterina Martire a Roma, a due passi dal Vaticano.

Gli auguri alla poetessa Edith Bruck che compie 92 anni

“Noi a Roma abbiamo una brava poetessa ungherese, che ha passato tutte queste prove, e racconta ai giovani il bisogno di lottare per un ideale, per non essere vinti dalle persecuzioni e dallo scoraggiamento. Questa poetessa oggi fa 92 anni: tanti auguri Edith!”, ha detto il Papa nel corso dell’udienza generale, in cui ha ripercorso anche i momenti e i temi del suo recente viaggio in Ungheria, papa Francesco ha pronunciato queste parole a braccio per fare gli auguri alla poetessa sua amica Edith Bruck.

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