Ultimo aggiornamento 4 Maggio, 2023, 01:10:43 di Maurizio Barra
Ma da Kiev arriva la smentita: “Naturalmente l’Ucraina non ha nulla a che fare con gli attacchi con i droni al Cremlino”. Lo ha dichiarato Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio ai giornalisti. La stessa informazione è stata riportata anche dal portavoce Serghei Nikivorov citato dai media ucraini. “Per quanto riguarda i droni sul Cremlino, è tutto prevedibile…La Russia sta chiaramente preparando un attacco terroristico su larga scala“. Continua su Twitter Podolyak. “L’Ucraina conduce una guerra esclusivamente difensiva e non attacca obiettivi sul territorio della Federazione Russa”, perché “non risolverebbe alcun problema militare e fornirebbe a Mosca motivi per giustificare i suoi attacchi ai civili”. “I droni sulle strutture energetiche o sul Cremlino possono solo indicare le attività di guerriglia delle forze di resistenza locali”, ha aggiunto.
“Siamo a conoscenza delle affermazioni delle autorità russe sui presunti attacchi di droni che avrebbero colpito il Cremlino e stiamo cercando di ottenere maggiori informazioni su ciò che è realmente accaduto. I presunti attacchi con i droni non devono essere usati come pretesto per un’ulteriore escalation della continua aggressione della Russia al di fuori dei suoi confini”. Lo fa sapere all’ANSA Peter Stano, portavoce del servizio di azione esterna dalla Commissione Europea.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto “certo” che gli alleati occidentali consegneranno i caccia a Kiev dopo “le azioni offensive” che ci saranno “presto” sul campo. In conferenza stampa con il presidente finlandese Sauli Niinistö a Helsinki, Zelensky ha affermato che gli alleati dell’Ucraina hanno consegnato le armi dopo le azioni di successo dell’esercito ucraino sul campo di battaglia. “Perché credo che avremo aerei? Perché presto avremo azioni offensive. E dopo di loro, ne sono certo, ci verranno dati aerei”, ha detto il presidente ucraino, citato da Ukrainska Pravda.
Il bilancio della notte è quello di un duello di droni e nuovi bombardamenti fra Russia e Ucraina. In fiamme è finito un serbatoio di stoccaggio di petrolio nel territorio russo di Krasnodar, al confine con la Crimea. “Un drone è stato abbattuto, un altro ha colpito il bersaglio”, ha detto la fonte a Ria Novosti. Un altro attacco con droni è stato lanciato durante la notte su un aeroporto militare nella regione russa di Bryansk, riferisce il canale Telegram Baza. “Cinque droni hanno attaccato un aeroporto militare nella regione di Bryansk la notte del 3 maggio”, dice il report, di questi, due sono stati distrutti da armi leggere e altri due sono esplosi sul territorio dell’aerodromo. Secondo Rbc-Ucraina “Un aereo da trasporto An-124 ha subito danni, i russi incolpano gli ucraini”.
L’aeronautica ucraina parla di 26 droni “di fabbricazione iraniana Shahed” lanciati dai russi su diverse regioni e città, compresa Kiev, di cui 21 sono stati abbattuti. Per quanto riguarda la capitale, la difesa aerea ha distrutto tutti i droni e non ci sono state vittime o danni. Secondo quanto riportato dai media, sette droni sono stati abbattuti sopra la regione di Dnipropetrovsk, mentre un Uav ha raggiunto l’obiettivo colpendo un edificio amministrativo a Dnipro. È scoppiato un incendio che e’ gia’ stato spento, nessuno è rimasto ferito. Nella regione di Mykolaiv, un drone ha colpito una casa privata nel territorio della comunita’ di Kutsurub. È scoppiato un incendio, che e’ stato spento e non ci sono feriti. Le autorita’ dell’oblast di Kirovograd hanno poi riferito che i russi hanno colpito un deposito di petrolio a Kropyvnytskyi con tre droni, senza provocare vittime.
A Kherson, nel sud dell’Ucraina, un bombardamento russo ha colpito l’unico supermercato aperto nella città, uccidendo tre civili e ferendone altri cinque, come riferisce Rbc Ukraine. Colpiti dipendenti e persone che stavano facendo la spesa. “Gli assassini russi devono essere consegnati alla giustizia. O distrutti”, ha affermato il ministro degli Interni ucraino Igor Klimenko. E il capo militare della regione di Kherson,
Alexander Prokudin, ha annunciato che in vista dell’annunciata controffensiva ucraina sarà introdotto un coprifuoco totale che durerà dalle 20.00 del 5 maggio alle 06,00 dell’8 maggio. Durante queste 58 ore saranno vietati gli spostamenti e la città sarà chiusa all’ingresso e all’uscita. Prokudin ha aggiunto che le restrizioni sono necessarie in modo che “le forze dell’ordine possano svolgere il proprio lavoro e non mettere in pericolo i residenti”.
Secondo i servizi speciali russi (Fsb), inoltre, è stata sventata una serie di attacchi terroristici in Crimea, pianificati dalla direzione dell’intelligence militare ucraina: “Tra gli obiettivi c’erano gli omicidi di alcuni leader leadership della penisola, annessa unilateralmente da Mosca nel 2014, e infrastrutture”. Lo riferiscono le agenzie di stampa statali russe rendendo noto che sette agenti speciali ucraini sono stati arrestati. L’Fsb ha dichiarato che gli attacchi erano stati pianificati contro il capo politico della Crimea Sergey Aksyonov, il presidente del Consiglio Vladimir Konstantinov e il sindaco di Yalta Yanina Pavlenko.
Ed è atteso per venerdì a Istanbul un incontro tra i vice ministri della Difesa di Turchia, Russia e Ucraina per discutere l’estensione dell’accordo per l’esportazione di grano attraverso il mar Nero. Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa di Ankara. A marzo Mosca aveva acconsentito ad un estensione di soli 60 giorni del patto che, a partire dall’intesa trovata la scorsa estate, ha permesso l’esportazione di oltre 27,5 milioni di
tonnellate di grano e prodotti alimentari dai porti ucraini. “Possiamo dire che le parti puntano a un’estensione della scadenza, ci auguriamo che l’iniziativa possa proseguire senza alcun problema”, ha detto il ministro della Difesa turco Hulusi Akar definendo l’accordo come “molto importante per la pace e la stabilità a livello regionale”.

Votano a favore di una risoluzione con riferimento esplicito all’invasione dell’Ucraina (ANSA)
Il patto scade il 18 maggio dopo che Mosca ha acconsentito, in marzo, ad un’estensione di 60 giorni e non di 120 giorni come avvenuto in precedenza. A fine luglio del 2022, Mosca aveva appoggiato l’iniziativa di Ankara, Kiev e delle Nazioni Unite per un corridoio sicuro nel Mar Nero che ha portato alla ripresa delle esportazioni di grano, ferme per mesi a causa della guerra, da tre porti in Ucraina. In più occasioni, la Russia ha chiesto e fatto pressioni affinché l’accordo possa includere le esportazioni tramite il Mar Nero anche di grano e fertilizzanti russi.
In seguito al patto, è stato istituito a Istanbul un centro per la coordinazione delle esportazioni, e per l’ispezione delle navi in arrivo, dove lavorano funzionari di Ankara, Mosca, Kiev e dell’Onu. Da quando in agosto è partita la prima nave dall’Ucraina, sono state esportate oltre 27,5 milioni di tonnellate di grano e altri prodotti alimentari. Il Paese che ha ricevuto la maggior parte delle esportazioni è la Cina con 6,8 milioni di tonnellate, seguono la Spagna (5,2 milioni di tonnellate), la Turchia (3 milioni di tonnellate) e l’Italia (2 milioni di tonnellate).
“Gli ambasciatori dell’Ue hanno approvato la decisione sulla misura di assistenza nell’ambito del Fondo europeo per la pace (Epf) per sostenere le forze armate ucraine con 1 miliardo di euro per l’acquisto congiunto di munizioni e missili”. Lo fa sapere la presidenza di turno svedese. Si tratta del cosiddetto “secondo pilastro” del piano munizioni, che prevede acquisti congiunti attraverso l’Agenzia per la Difesa (Eda) – oppure un consorzio di Paesi membri – sia per le esigenze degli Stati membri sia per le forniture a Kiev. Il miliardo di euro dell’Epf si applica solo alle munizioni che saranno fornite all’Ucraina. L’accordo raggiunto oggi al Coreper, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, prevede l’acquisto congiunto di munizioni e missili prodotti da aziende stabile in Ue o in Norvegia, e che producono nei Ventisette o in Norvegia. Sono inoltre ammissibili le munizioni e i missili che siano stati assemblati nell’Unione o in Norvegia con catene di produzione in parte extra europee. Per il programma di acquisti l’intesa prevede l’uso di un miliardo di euro dalla European Peace Facility. Dopo aver accertato oggi l’accordo tra gli ambasciatori, la presidenza Ue lancerà una procedura scritta per l’approvazione della decisione da parte del Consiglio all’unanimità.
“Mentre la guerra è in corso, non saremo nella Nato. Ne siamo chiaramente consapevoli”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa congiunta con il presidente della Finlandia, Sauli Niinisto, a Helsinki. “Ma vorremmo che, oltre ad aprire le porte, i nostri partner facessero anche dei passi importanti verso di noi”, ha detto, citato da Ukrinform. “Oggi vogliamo che il sostegno politico in questa direzione sia un invito per l’Ucraina” insieme a garanzie di sicurezza per il Paese, ha aggiunto.
Le forze russe hanno nuovamente bombardato la regione di Kherson ferendo gravemente un bambino. Lo ha reso noto su Telegram il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak. “Secondo le informazioni preliminari, a seguito dei bombardamenti ostili su Kherson, i russi hanno colpito infrastrutture civili. Un bambino in gravi condizioni è stato portato in ospedale intorno alle 15” ha scritto Yermak. E’ di 16 il bilancio dei morti a seguito dei bombardamenti russi avvenuti oggi sulla regione di Kherson. Lo riferiscono le autorità locali. Gli attacchi sono avvenuti mentre l’Ucraina si prepara a un’offensiva di primavera. La città di Kherson, da cui le forze russe si sono ritirate lo scorso novembre, si trova vicino alla linea del fronte nell’Ucraina meridionale. “Un attacco massiccio da parte degli occupanti contro i civili nella regione di Kherson: il bilancio delle vittime sale a 16”, ha dichiarato l’ufficio del procuratore della regione di Kherson in un comunicato mentre i feriti sono 22. “La mattina del 3 maggio le truppe russe hanno iniziato a bombardare massicciamente la città di Kherson e gli insediamenti della regione”, ha dichiarato la Procura. In precedenza i funzionari avevano detto che tre persone erano morte in un attacco all’unico ipermercato funzionante di Kherson.
La Russia deve impiegare “le armi capaci di fermare e distruggere il regime terrorista di Kiev”. Lo scrive su Telegram il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, affermando che “un attacco terroristico al presidente è un attacco alla Russia”. Intanto il relitto di un altro drone è stato trovato oggi circa cento chilometri a sud-est di Mosca nell’area di Kolomna. Lo hanno detto fonti delle forze dell’ordine alla Tass. Il drone è stato trovato in una foresta. Sul luogo dell’impatto si è formato un piccolo cratere. Nella stessa area era precipitato un altro drone lo scorso febbraio in quello che il governatore, Andrei Vorobyov, aveva definito “un attacco fallito”.
“Noi non attacchiamo Putin o Mosca. Noi stiamo combattendo sul nostro territorio difendendo le nostre città e villaggi. Non abbiamo abbastanza armi per poterlo fare. Non attacchiamo Putin, lo lasciamo al tribunale”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Helsinki.
