Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Gigliotti porta Madre Courage nell'invasione dell'Ucraina

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Maggio, 2023, 21:04:08 di Maurizio Barra

(ANSA) – GENOVA, 10 MAG – Nella storia del Teatro Nazionale
di Genova, “Madre Courage e i suoi figli” occupa un posto
particolare. Due grandi edizioni a distanza di una trentina
d’anni hanno impegnato due registi simbolo del palcoscenico
genovese e due attrici tra le più grandi del teatro italiano:
nel 1970 fu Squarzina a dirigere Lina Volonghi, nel 2002 toccò
invece a Marco Sciaccaluga lavorare con Mariangela Melato.
   
Al Modena si è aggiunta una terza versione a firma di Elena
Gigliotti con Simonetta Guarino. Lo spettacolo prodotto dal
Teatro Nazionale starà in scena fino al 21 maggio prossimo.
   
Squarzina, Sciaccaluga e Gigliotti, pur nel rispetto totale
dello splendido testo brechtiano, lo hanno interpretato da un
punto di vista personale e del momento storico-sociale in cui
hanno agito. Lo spazio scenico è totalmente spoglio, campeggia
solo il carro di Madre Courage posizionato su una pedana
circolare. La guerra narrata non ha apparentemente riferimenti
temporali, tuttavia il pensiero è rivolto alla Ucraina. E la
regista ricorre ad ogni mezzo espressivo, mescolando linguaggi
differenti come richiede il teatro brechtiano, e a tecniche
comunicative diversificate. Non solo i cartelli didascalici
consueti, ma anche un video che trasmette notizie di Tg o spot
pubblicitari e filmati della guerra. Sul carro campeggia una M
che rimanda a una celebre catena di ristorazione americana,
mentre la figlia parte a ritirare merci utilizzando un bauletto
di Glovo. I soldati parlano con inflessione americana, slava,
veneta, francese, Madre Courage ha l’accento di una rom. Una
serie insomma di soluzioni, tutte interessanti, ma forse,
nell’insieme, eccessive perché a tratti distraenti. Belle
alcune soluzioni poetiche: la danza del figlio ucciso intorno a
Madre Courage, ad esempio, con allusioni alla “Pietà” ha
costituito un momento di forte fascino. Più discutibile
l’apparato musicale (Matteo Domenichelli ha adattato le pagine
originali di Paul Dessau e ne ha scritte di proprie) pur con
diverse parti piacevoli. Ottimo il cast con Simonetta Guarino in
una irruente Madre Courage. In diversi hanno ricoperto più
ruoli, applausi finali. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA