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Gaza: nuovi raid Israele, ucciso un altro leader Jihad

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 11 Maggio, 2023, 16:47:23 di Maurizio Barra

Nonostante le voci di un possibile cessate il fuoco, continuano i razzi da Gaza sul sud di Israele e gli attacchi dell’aviazione israeliana contro obiettivi della Jihad islamica nell’enclave palestinese. Secondo gli ultimi dati, stamane da Gaza sono stati lanciati 13 razzi e vari colpi di mortaio che hanno provocato danni materiali limitati e nessuna vittima. Di contro, gli attacchi sulla Striscia si sono susseguiti per tutta la mattinata su postazioni e siti di lancio di razzi della Jihad.

Sono stati finora 547 i razzi lanciati da Gaza verso Israele mentre 166 gli obiettivi della Jihad islamica centrati dall’aviazione israeliana nella Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui dei razzi lanciati, 124 (1 su 5) sono ricaduti all’interno di Gaza. 394 – ha continuato il portavoce – sono entrati in territorio israeliano e di questi 175 sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome.

Israele elimina intanto altri leader militari della Jihad islamica palestinese. L’ultimo episodio è stato quando l’esercito dello stato ebraico ha colpito e ucciso Ahmed Abu Daka, vicecomandante dell’unità missilistica della Jihad. Daka è stato centrato in una palazzina a Khan Yunis, nel sud della Striscia dove ci sono anche altri quattro feriti. Daka è il quinto esponente dell’ala militare della Jihad ucciso dell’inizio delle ostilità.

Il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant, citato dai media, ha dato istruzioni all’esercito di preparare “una serie di ulteriori operazioni” sulla Striscia e di essere pronti ad altri lanci in arrivo da Gaza.  Secondo la radio pubblica israeliana è in arrivo dall’Egitto una delegazione incaricata di discutere una possibile tregua i cui termini sono ancora da definire.

E su questo tema, i ministri degli Esteri di Francia, Germania, Giordania ed Egitto hanno chiesto la fine delle violenze tra Israele e i militanti di Gaza, che da tre giorni si scambiano fuoco pesante. “La carneficina deve finire ora”, ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock dopo aver ospitato i colloqui con i suoi omologhi. Anche il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha affermato che “gli sviluppi negativi devono finire, la pace deve essere ravvivata”.

Ma il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry ha ammesso che sono per ora falliti gli sforzi di mediazione del Cairo per un cessate del fuoco a Gaza. “Nonostante i nostri strenui sforzi, questi non hanno dato i risultati sperati”, detto Shoukry come riporta il sito del quotidiano egiziano Youm 7. “Confermo che gli sforzi egiziani continuano, nonostante gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza, sia con le due parti in conflitto che con la comunità internazionale, per riportare la calma e con l’obiettivo di riprendere il processo politico”, ha detto ancora il capo della diplomazia egiziana.

Intanto, il portavoce militare israeliano ha riferito che quattro civili palestinesi, fra i quali una bambina di 10 anni, sono rimasti uccisi ieri da razzi difettosi sparati dalla Jihad islamica da Gaza verso Israele e caduti invece nella Striscia. Secondo il portavoce, ieri nella Striscia sono ricaduti oltre cento razzi.  Gaza intanto ha aggiornato a 25 i palestinesi morti in due giorni di combattimenti, 80 i feriti.

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