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I presunti abusi nella ginnastica ritmica, l'ex azzurra Basta: "A Desio pesate nude e umiliate"

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 12 Maggio, 2023, 20:25:47 di Maurizio Barra

Sul banco degli imputati, i presunti abusi nella ritmica. Teatro: l’Accademia internazionale di ginnastica ritmica di Desio. “Ci pesavamo nude, con le sole mutande, senza neanche reggiseno. Qualcuno si toglieva anche le forcine”. L’ex azzurra Anna Basta ha raccontato a Milano, in sede di giustizia sportiva, quella che sarebbe stata la quotidianità degli allenamenti con Emanuela Maccarani, allenatrice e direttrice tecnica sospesa dalla Nazionale, e la sua assistente e Olga Tishina, accusate dalle loro ex allieve di allenamenti non conformi e di aver causato disturbi alimentari e psicologici.

“Fino a 15 anni – ha proseguito Basta – ero alla Polisportiva Pontevecchio di Bologna e non sono praticamente mai salita su una bilancia. Dal 2016, a Desio, sono sempre stata sottoposta al rito del peso. Dopo colazione, arrivavamo in palestra e ci mettevamo in fila nude. Dopo il verdetto della bilancia, spiega Basta, si capiva come sarebbe stato il resto della giornata: “Quando Olga ci pesava, arrivavano commenti anche solo per aumenti di 3 o 4 etti. ‘Il bambino cresce? Non ti vergogni?’ venivamo richiamate ad alta voce. O ‘Cosa stai facendo? Ti rendi conto?’, frasi pronunciate davanti a tutti. Da quei commenti dipendeva il resto della giornata. Nel 2019, per un esercizio di salto dentro a un cerchio, Maccarani mi disse ‘se dimagrisci un po’, ti diminuisce anche il culo e ci passi’. Questi commenti non erano rivolti a tutti, c’era disparità di trattamento, ma certe frasi . ha concluso – sono state pronunciate anche a Nina Corradini, Laura Paris e Talisa Torretti”.

Emanuela Maccarani ansa

Emanuela Maccarani

“Sono fiduciosa e contenta che si possano sentire le parti. Non voglio esprimermi più di tanto: si parla di allenamento, non ci sono persone prese di mira. Non esiste parlare di sistema malato ma è allenamento”, ha replicato Maccarani fuori dall’aula dell’Hotel Melia di Milano in cui si sono svolte le udienze federali. “Questa vicenda ha colpito gli obiettivi e il progetto della Nazionale. Anna Basta? Pochi giorni fa ha fatto tesseramento alla Federazione ginnastica e le auguro una lunga carriera. Credo – ha chiosato – che questa voglia di mettersi dall’altra parte possa risolvere le divergenze nel suo modo di interpretare le cose”.

Agnese Duranti Ansa

Agnese Duranti

Non è dello stesso avviso un’altra azzurra della ritmica ascoltata in udienza, Agnese Duranti. “E’ un ambiente per quanto mi riguarda sempre sereno, consono per fare lavoro di alto livello. Ricordo dei momenti più pesanti di altri durante gli allenamenti, ma ritengo che a volte sia anche opportuno creare dei momenti più difficili. Non ricordo aggressioni fisiche o verbali”, ha spiegato Duranti. “È uno sport di perfezione e veniamo ripreseanche in maniera severa. È capitato che in caso di errori ripetuti la nostra allenatrice si rivolgesse a noi con frasi tipo ‘non state facendo niente, siete delle stronze’. Ma escludo che le allenatrici ce l’avessero avuta con qualche atleta in particolare. Ci sono state correzioni personali, come verso Beatrice Tornatore: è capitato sentire l’allenatrice rivolgerle frasi come ‘testa di c…’ o ‘se fai male l’esercizio ti tiro una sberla’, ma ricordo anche il contesto non aggressivo in cui avveniva. Beatrice lo percepiva in modo diverso, era molto insicura”.   

In apertura di seduta, era stata accolta la richiesta di rinvio di inserimento delle documentazioni emerse nella prima fase di indagini provenienti dalla Procura del Tribunale di Monza. La precedente udienza del processo sportivo si era tenuta a Roma il 24 marzo. Al termine della quale la Procura aveva ritenuto di dover ascoltare cinque ragazze, in accoglimento anche della richiesta della difesa.

Accademia Internazionale di ginnastica ritmica di Desio google street view

Accademia Internazionale di ginnastica ritmica di Desio

A proposito di presunte vessazioni, l’allenatrice di ginnastica artistica di una società di Imola, accusata di maltrattamenti ai danni di quattro allieve, andrà a processo, dopo il giudizio immediato disposto dal Gip del tribunale di Bologna, che ha accolto la richiesta del pm Augusto Borghini. L’udienza è fissata il 12 ottobre.   

Nei confronti dell’allenatrice era scattata la sospensione da parte del Tribunale federale, a causa dell’indagine in corso. Nelle scorse settimane l’indagata era stata interrogata e aveva dato una propria versione dei fatti. L’accusa è di aver vessato e umiliato le allieve, insultate e denigrate, minacciando di escluderle dalle competizioni e di punizioni. In alcuni casi ci sarebbero anche state percosse e lesioni.

 

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