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Inchiesta sul Cpr di Torino, 40 casi di migranti sequestrati

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Ultimo aggiornamento 12 Maggio, 2023, 02:47:11 di Maurizio Barra


Una decina gli indagati


(ANSA) – TORINO, 11 MAG – Circa quaranta casi di trattamento
non idoneo degli stranieri rinchiusi nel Cpr di Torino sono al
vaglio della procura del capoluogo piemontese in un’inchiesta
che è arrivata alle battute conclusive. Il reato ipotizzato è il
sequestro di persona.
   
Il procedimento è cominciato dopo il suicidio di Moussa
Baldé, un giovane originario della Guinea, che nel maggio del
2021 si tolse la vita all’interno della struttura. Nel Cpr era
stato portato dopo un’aggressione subita a Ventimiglia
(Imperia).
   
Nel procedimento, a vario titolo, sono indagati una decina
fra agenti di polizia e operatori con responsabilità di gestione
del Cpr. Gli accertamenti riguardano in particolare gli
stranieri messi in isolamento in un reparto chiamato
‘ospedaletto’ senza necessità oppure senza la necessaria
sorveglianza sanitaria. I pubblici ministeri hanno preso in
esame episodi accaduti nel 2020 e nel 2021. Tra i reati per i
quali si procede ci sono l’abbandono di incapace, le lesioni
colpose, il falso, il favoreggiamento e, in relazione al caso di
Baldé, la cooperazione in omicidio colposo. (ANSA).
   

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