Ultimo aggiornamento 12 Maggio, 2023, 18:47:49 di Maurizio Barra
Lo fa riferendosi a come gli ultimi scenari bellici abbiano cambiato prospettiva, anche in riferimento a questi temi: “L’insensata aggressione della Federazione Russa all’Ucraina ci ha reso pienamente consapevoli del valore strategico delle risorse energetiche. Non soltanto per il loro gravoso impatto economico, particolarmente in tempi di crisi, ma perché la sicurezza e il futuro delle nostre comunità passano anche per la sicurezza e l’indipendenza energetica”.
“Le gestioni delle risorse energetiche, così di come di quelle alimentari” ha poi ricordato il presidente Mattarella, “non possono essere una forma impropria di pressione e minaccia contro l’autonomia e l’indipendenza di altri popoli”. Per questo, sul cambiamento climatico, il capo dello Stato ricorda come “le nostre società” abbiano “preso pienamente coscienza dei loro drammatici effetti”, “che impongono a tutti noi un radicale ripensamento dei fondamenti dei nostri sistemi di vita, di quelli economici e produttivi”.
“Accelerare nella transizione verde”
Sergio Mattarella prosegue: “Raggiungere sicurezza e indipendenza non significa, quindi, affidarsi esclusivamente alle fonti energetiche tradizionali, venendo meno all’impegno nella lotta ai cambiamenti climatici. Il cambio di passo deve riguardare l’innovazione, non soltanto il cambio di rotte di approvvigionamento e fornitori. Serve un nuovo paradigma, serve avere l’ambizione di essere nel gruppo di testa che guida il cambiamento, piuttosto che nel gruppo di coda rivolto ad amministrare un passato in esaurimento. Occorre accelerare nella transizione verde”.
I punti di convergenza tra Norvegia e Italia sulle tematiche ambientali
“È un orizzonte di responsabilità verso il pianeta, verso le nuove generazioni e verso quelle future”, ricorda il presidente, richiamando l’importanza di un’economia e un’industria green a cui i Paesi europei devono puntare. “La Costituzione norvegese e quella italiana – prosegue il capo dello Stato – contengono due norme, fra loro sovrapponibili (rispettivamente gli articoli 112 e 9) che esprimono con chiarezza e lungimiranza questi principi. Norvegia e Italia condividono la peculiare condizione di Paesi situati all’interno di regioni – l’Artico e il Mediterraneo – particolarmente esposte alle conseguenze dell’innalzamento delle temperature”.
Per questo, “si coglie la lungimiranza dell’impegno delle autorità norvegesi per promuovere lo sviluppo dell’energia eolica, l’utilizzo dell’idrogeno quale combustibile pulito e lo stoccaggio dell’anidride carbonica nel sottosuolo. Un’azione alla quale guardare con interesse e apprezzamento, tanto più in quanto Paese ricco di risorse energetiche tradizionali”.
Mattarella poi prosegue: “Nel percorso verso la de-carbonizzazione, fra i nostri Paesi e le rispettive aree di appartenenza, vi sono rilevanti e positive sinergie il cui potenziale deve essere ancora pienamente sviluppato. L’eolico nel Mare del Nord e il fotovoltaico nel bacino del Mediterraneo possono diventare, in un futuro non lontano, fonti di energia pulita del continente europeo e alimentare così una nuova rivoluzione nei processi produttivi e nei modelli di vita, così come accadde con il carbone della Ruhr, a cavallo tra il XIX e il XX secolo”.
“Complementarità tra eolico e solare contribuiranno alla sicurezza di approvvigionamento”
“Grazie a una rete elettrica sempre più interconnessa, le complementarità fra energia eolica e solare – le cui produzioni, evidentemente, dipendono dalle condizioni meteo quotidiane – potranno infatti contribuire alla sicurezza di approvvigionamento e ridurre i rischi legati alla natura variabile delle fonti rinnovabili. Norvegia e Italia possono giustamente coltivare l’ambizione di diventare perni di una rete che, dalle piattaforme eoliche nel Mare del Nord, si colleghi fino alle centrali solari della Sicilia e, più in là, del deserto del Sahara, che nei prossimi anni sarà collegato all’Europa grazie al progetto Elmed, il cavo elettrico che unirà la Tunisia all’Italia” ha concluso il presidente Mattarella.
