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Dalle città invisibili di Calvino la metafora sull'iper-connessione

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Maggio, 2023, 22:35:55 di Maurizio Barra

La città prescelta è Leonia, che ogni giorno si rinnova e si libera di tutto ciò che ha consumato il giorno precedente e che Federico Caputo, artista ligure che ha deciso di dedicare un’istallazione alle Città invisibili di Calvino nell’anno del centenario, paragona al bombardamento informativo con notizie virali per poche ore che poi vengono dimenticate, rappresentate da sfere di plexiglas.

 L’iperconnessione, la costante fruizione di internet e dei social media, con il continuo scambio e impiego di dati e informazioni non è lontana, secondo l’artista, da ciò che ha descritto Calvino, che profetizzava un futuro di perenne consumismo, un appiattimento su un unico modello.

Leonia non è più una singola metropoli consumista, bensì l’intero pianeta, che di scarti si riempie, scarti che sono anche le informazioni a cascata che ogni giorno si generano. Virali per poche ore, vengono consumate, dimenticate e sostituite dalle nuove, in una successione ciclica e senza soluzione, che del pensiero critico non ha necessità.

 

L’installazione di Caputo, create ad hoc per la mostra MIPS, progetto dell’Università Cattolica curato dagli studenti e dalle studentesse dell’università, si compone di due tappeti, moderni arazzi, inseriti in nicchie nella parete. Sul fondo di un cielo al tramonto, un’applicazione di tessuto, gommapiuma e filo rappresenta una città contemporanea posta su una roccia che fluttua sull’orizzonte, dalla copertina della prima edizione delle Città Invisibili.

 

A complemento, il cielo del secondo arazzo continua in una cascata di sfere in plexiglass, scarti attraenti e specchianti che si accumulano senza ordine nella vasca di marmo. All’estremità inferiore di ciascun arazzo pendono frange multicolore in plastica, metafore anch’esse dell’eccesso di informazione e del consumo effimero di dati, i «resti dell’esistenza di ieri» che ci ha riempito la vita per un giorno e oggi già non serve più.

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