Ultimo aggiornamento 17 Maggio, 2023, 00:32:10 di Maurizio Barra
(di Ida Bini)
(ANSA) – ROMA, 16 MAG – Il mega ingorgo d’auto sul Garda, i
bivacchi nel centro storico di Roma e di Firenze, i tuffi dai
ponti di Venezia, i selfie con assembramenti a Portofino e lungo
la strada panoramica delle Cinque Terre: la cronaca ci racconta
l’altro volto del turismo, quello che spinge sempre più
viaggiatori a cercare luoghi meno battuti e i sindaci a trovare
soluzioni rapide. Per dissuadere le eccessive concentrazioni di
turisti in uno stesso luogo si intraprendono misure spesso
impopolari: accessi regolamentati, numeri chiusi, controlli,
multe e divieti. Si rischia anche di eccedere con informazioni
errate, come è successo al sindaco di Portofino che ha dovuto
smentire la notizia dei divieti dei selfie arrivata dai tabloid
inglesi: “Qui nessuno ha vietato i selfie – ha commentato Matteo
Viacava – noi abbiamo firmato un’ordinanza che vieta, per
questioni di sicurezza, gli assembramenti in due-tre zone
specifiche. E’ un’ordinanza rivolta ai tour operator”. Eppure i
controlli e le regole sono una necessità per non snaturare
ecosistemi fragili o cambiare il volto delle città, soprattutto
dopo i numeri da capogiro di turisti nel nostro territorio in
questi ultimi ponti di primavera. Molti sindaci hanno adottato
misure drastiche: multe salate per chi percorre i sentieri sopra
le Cinque Terre in infradito, per chi bivacca a piazza di Spagna
a Roma, per chi consuma uno snack all’aperto nel cuore di
Venezia o in 4 vie centrali di Firenze. C’è persino una multa
per chi costruisce castelli di sabbia sulla spiaggia di Eraclea,
in Veneto. Molte località vogliono il numero chiuso o limitato,
come la provincia di Bolzano che ha appena introdotto un limite
massimo di pernottamenti. Da alcune estati in Val Pusteria il
lago di Braies è accessibile a un numero limitato di auto e ha
organizzato un servizio di navette per raggiungerlo. Le piccole
isole, da Procida a Lampedusa, vietano lo sbarco dei mezzi di
trasporto ai non residenti, mentre Sergio Ortelli, sindaco
dell’isola del Giglio, ha trovato un modo per contenere i
flussi: “Ad agosto possono portare l’auto solo coloro che si
fermano più di 4 giorni”. Il numero chiuso piace ad alcuni
sindaci ma non al ministro del Turismo Daniela Santanchè: “Non
credo al numero chiuso per l’accesso ai centri storici ma
bisogna alzare i prezzi per alcuni beni culturali, specie i
musei”. Non piace nemmeno al presidente della regione Liguria,
Giovanni Toti, che chiede di trovare altre soluzioni: percorsi
guidati, scaglionamenti degli orari sui sentieri e, piuttosto,
un pedaggio. Far pagare l’ingresso è il desiderio dei sindaci
delle località più note: ieri Portofino e alcune spiagge della
Sardegna, oggi Taormina e Venezia, spaventate dall’esplosione
dei flussi turistici.
Il pericolo, secondo gli esperti, è quello di passare da un
eccesso all’altro: trasformare i luoghi turistici in luna park
per fare cassa e spaventare i viaggiatori, specie quelli
stranieri, con troppi divieti. Se l’overtourism è difficile da
gestire per la gente del posto, è estenuante anche per i
turisti, costretti a pagare prezzi troppo alti per un caffè o un
parcheggio o a fare file solo per affacciarsi da una terrazza
panoramica. “Non è più possibile rinviare il dibattito su come
gestire i flussi turistici – ha commentato Fabrizia Pecunia,
sindaco di Riomaggiore – servono proposte di leggi,
interrogazioni parlamentari e nuove misure”. “L’industria
turistica italiana ha ancora molto da fare – spiega Magda
Antonioli, direttrice del Master in Economia del Turismo
all’Università Bocconi – le parole chiave del futuro prossimo
saranno: una crescente sostenibilità, il potenziamento
dell’accessibilità, dell’innovazione tecnologica e lo sviluppo
della rete dei trasporti e dei servizi, oltre alla
deconcentrazione stagionale”. E’ proprio la destagionalizzazione
l’obiettivo a cui stanno lavorando tour operator, enti e il
mondo delle crociere: “Abbiamo predisposto formule speciali per
incentivare la vacanza fuori stagione – spiega Leonardo Massa,
direttore di Msc Crociere – e il mercato ci sta seguendo”.
Un altro aspetto importante è il problema degli appartamenti in
città destinati ai turisti: per far posto a case vacanza i
centri storici sono spesso abbandonati dai residenti, mentre
studenti e famiglie faticano a trovare alloggi in affitto. E
questo succede anche nelle località turistiche, come nel lago di
Garda dove Federalberghi lamenta che queste attività
extralberghiere “si sottraggono alle normative in vigore sul
turismo”, riferendosi soprattutto alle tasse di soggiorno; senza
contare il fatto che una struttura ricettiva ha obblighi
normativi su impiantistica e sicurezza mentre chi affitta una
casa a turisti non sostiene spese simili. Della stessa opinione
è l’assessore al Turismo di Roma Capitale, Alessandro Onorato,
che commenta: “Non è possibile che con un click oggi chiunque
possa aprire una struttura ricettiva; serve concedere ai comuni
la possibilità di regolamentare il fenomeno”. I sindaci di
Bologna, Bergamo, Firenze, Lodi, Milano, Napoli, Padova, Parma,
Roma, Torino e Verona hanno deciso di fare fronte comune al
problema dello spopolamento dei centri urbani a vantaggio della
rendita da turismo, interpellando il ministro Daniela Santanchè,
che così ha commentato: “Occorre una stretta sugli affitti
brevi. Servono regole e stiamo aspettando ciò che elaborerà
l’Europa, tenendo conto però di alcune peculiarità come i
piccoli borghi dove non ci sono alberghi e l’affitto breve in
una casa è l’unica soluzione”.
Per evitare inutili multe e in attesa delle prossime vacanze
ecco qualche regola per viaggiatori responsabili e consapevoli.
Abbigliamento. Evitare costumi da mare in città e un
abbigliamento appariscente, specie nei luoghi di culto.
Ambiente. E’ importante osservare comportamenti che limitino il
proprio impatto sul territorio: non gettare carte a terra, non
sprecare acqua o cibo e rispettare l’ecosistema del posto.
Animali. Sono previste multe a chi dà da mangiare ai piccioni
nelle piazze turistiche o ad animali in ambienti naturali.
Cibo. Limitare il consumo di snack, panini o gelati per le
strade affollate.
Natura. Nelle aree protette è bene seguire i sentieri, non
disturbare piante, animali e l’ambiente in cui vivono.
Sacco a pelo. Si usa nei campeggi o nei luoghi adeguati, mai in
città.
Vacanze. E’ bene prenotare in tempo e, se è possibile, evitare
località già troppo affollate. (ANSA).
