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Flavio Insinna condurrà le serate finali di Musicultura

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Ultimo aggiornamento 17 Maggio, 2023, 09:30:47 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 16 MAG – Sarà Flavio Insinna a condurre le
serate finali della XXXIV edizione di Musicultura, il 23 e il 24
giugno allo Sferisterio di Macerata: lo annuncia il direttore
artistico del Festival della Canzone Popolare e d’Autore Ezio
Nannipieri.
“Il sì di Flavio è maturato in un clima di cordialità di cui
gli siamo sinceramente grati. La sua capacità di tessere fili
tra mondi espressivi diversi ma affini sarà un contributo
prezioso, altrettanto lo sarà la sua notorietà che Flavio
metterà generosamente a disposizione di un progetto musicale che
ha a cuore la libertà e la qualità creative delle nuove
generazioni – spiega Nannipieri – Il mio grazie va inoltre oggi
a Enrico Ruggeri per l’alto contributo che ha dato in questi
anni alla conduzione del Festival e che continua a dare come
membro del comitato artistico. Il mio piacere è quello di
ritrovarlo presto ospite”.
   
Insinna ha accolto con entusiasmo la proposta: “L’invito che
mi è arrivato quest’anno da Musicultura ha creato in me un misto
di emozioni e di sensazioni incredibili… tutte positive
naturalmente! – commenta il conduttore – È una manifestazione di
cui ho sempre sentito parlare e che seguivo da lontano, sono
innamorato della musica e da sempre appassionato della musica
d’autore; sono cresciuto con i cantautori e con i loro testi che
spesso diventano poesia. Spero di essere all’altezza
dell’incarico e ce la metterò tutta perché questo è un festival
che va affrontato con grande rispetto, se solo penso che sono 34
anni che produce artisti e canzoni di grande livello (come Avion
Travel, Gian Maria Testa, Cristicchi, Mirkoeilcane, La
Rappresentante di Lista), se solo penso che i primi firmatari
dell’esperienza di Musicultura sono stati Fabrizio De André e il
poeta Giorgio Caproni, già mi tremano le gambe… nel frattempo,
poi, sono entrati nel comitato artistico personalità di cui ho
enorme stima (come Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Dacia
Maraini). E poi se penso a tutte le volte che Fabrizio Frizzi mi
parlava di questa realtà così bella, pura e divertente… si era
letteralmente innamorato di Macerata e del festival e io con un
pizzico di imbarazzo, ma con grandissima felicità, mi butterò
nella mischia”. (ANSA).
   

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