Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Stella Pende, 'torno con Confessione Reporter'

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Maggio, 2023, 22:37:00 di Maurizio Barra

Ammette di essere dispiaciuta di non aver potuto realizzare uno dei suoi reportage da Aleppo “perchè oggi il giornalismo sul campo è tutto”. “Sono una che bada al dettaglio verifico i minimi particolari. Spero ancora dopo tanti anni che faccio questo mestiere, di accedere un faro su una storia , di aiutare a cambiare il corso degli eventi”. Stella Pende non e’ una giornalista qualsiasi, ma una delle ultime inviate che credono ancora nell’autenticità del giornalismo e in una breve conversazione telefonica con l’ANSA parla di Confessione Reporter, storico approfondimento che da sabato 20 maggio, in seconda serata, su Retequattro, torna in onda con quattro nuovi appuntamenti. Con tante nuove inchieste, reportage con documenti inediti e interviste esclusive. Dal sogno della longevità al quello spezzato delle giovanissime atlete scoppiato dopo il caso delle Farfalle, passando per il delicato tema della pedofilia con protagonisti esponenti del modo ecclesiastico. Stella, puo’ anticiparci cosa vedremo nella prima puntata? “La prima è un’inchiesta sulla lunga vita. Un lavoraccio. Non nascondo che ho impiegato quasi 4 mesi, sono stata negli Stati Uniti, per poi tornare in Sardegna. Ma è molto interessante. Tutto parte da un bilionario su cui ha fatto un’inchiesta un prestigioso quotidiano statunitense che sta spendendo milioni con finanziando scienziati di tutto il mondo, ha 48 anni ma vorrebbe trovare la formula dell’eterna giovinezza. È il sogno di tutti i tempi, oggi quasi un’ossessione. Non basta più la chirurgia estetica, la ginnastica programmata da ingegneri del corpo, la dieta imposta da alchimisti del metabolismo, vogliamo sempre di più. E gli scienziati lavorano per accontentarci. In America sono stata in laboratori dove si studia il DNA di animali rari, tanto piccoli quanto longevi e, arrivata in California, la Mecca delle ricerche più avanzate, ho scoperto che il segreto era a casa nostra, in una Italia contadina che sta scomparendo. Viaggiando fra Sardegna e Calabria, ho incontrato centenari che raccontano la semplicità di ricette senza tempo, di cibi e affetti capaci di trasformare la vecchiaia in un’età felice. Sono andata a spulciare archivi dell’epoca dell’unità d’Italia in una località in Sardegna, a quell’epoca le persone morivano a 40, qui no c’erano già ultracentenari, il segreto è la vita nei campi, il mangiare poco e cibo essenzialmente povero, camminano tutti anche quelli vecchissimi. Una signora mi ha detto che ha iniziato a lavorare nei campi a 4 anni”. Poi in un’altra puntata Stella Pende con delicatezza torna sul tema della pedofilia: “ci hanno scritto in tanti. Non per puntare l’indice contro la Chiesa e screditarla nella sua funzione, il Papa sta facendo tanto ha dato una svolta come monsignor Zuppi, le cose stanno cambiando ma i casi esistono. Vogliamo essere vicini a vittime troppo spesso inascoltate e dimenticate. Proponiamo due inchieste su casi drammatici, che fanno capire la difficoltà di denunciare e di ottenere giustizia. In Calabria e in Liguria, ci sono comunità di fedeli spaccate tra colpevolisti e innocentisti, sentenze contrapposte del tribunale civile e di quello ecclesiastico, verità difficili da decifrare, fra accuse e smentite. Una sola cosa rimane come una certezza dolorosa: la vita spezzata di bambini, che non dimenticheranno mai la violenza subita”. Oggi l’informazione corre online. Ma quanto conta andare sul campo? “Tutto, è nei piedi. Io sono contenta solo quando ho biglietto in mano, so che sto per iniziare un viaggio alla scoperta di una verità. Questo è l’obiettivo di “Confessione reporter”. Qual è la missione da inviata più difficile che ha intrapreso? “Difficili, non saprei sono stata ovunque, ho intervistato chiunque. Tanti reportage in ogni angolo sperduto. Quella che mi ha toccato umanamente forse di più è stata la tragedia dello Tsunami, sono arrivata sul posto 24 ore dopo, calpestavo cadaveri, i bambini, una tragedia forse peggiore di una guerra, perchè ogni ora peggiorava, il mare continuava a restituire corpi. Un’oscenità, i parenti che litigavano pensando di riconoscerli da una dentiera, poi quando è tornato il sole il caldo è stato peggio, dico solo che il fotografo francese della Magnum che era con me se ne è andato, non ce la faccio mi ha detto è troppo””.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.