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Papa: "Rinnovo la mia vicinanza all'Emilia Romagna, prendiamoci cura della nostra casa comune"

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Ultimo aggiornamento 21 Maggio, 2023, 16:37:39 di Maurizio Barra

Nella giornata in cui la Chiesa celebra in Italia e in molti altri Paesi l’Ascensione del Signore, Papa Francesco rinnova la sua vicinanza alla popolazione dell’Emilia Romagna flagellata dalle esondazioni dei fiumi di questi ultimi giorni. “Rinnovo di cuore la mia vicinanza alla popolazione colpita dalle inondazioni dell’Emilia Romagna”,  ha detto papa Francesco al Regina Coeli in piazza San Pietro.

Il Santo Padre ha ricordato che oggi inizia la settimana Laudato sì, tema a lui caro sul rispetto e la tutela dell’Ambiente:  “Prendiamoci cura della nostra casa comune c’è tanto bisogno di mettere insieme competenze e creatività, ce lo ricordano anche le recenti calamità, come le inondazioni che hanno colpito l’Emilia Romagna”.

Non manca di richiamare l’attenzione anche sulla drammatica crisi in Sudan: “Triste vedere che a un mese dallo scoppio delle violenze in Sudan, la situazione è ancora grave. Nell’incoraggiare gli accordi parziali finora raggiunti, chiedo che siano deposte le armi e alla comunità internazionale di non risparmiare alcuno sforzo per alleviare le sofferenze delle popolazioni”.

“Per favore – chiede il pontefice –  non abituiamoci alle sconfitte e alle violenze. Non abituiamoci alla guerra. E continuiamo a stare vicino al martoriato popolo ucraino”. Nei giorni scorsi era circolata la notizia di un impegno concreto nella Pace in Ucraina da parte della Santa Sede. Ieri sera la notizia che il Papa ha affidato al cardinale Zuppi la missione vaticana per la pace in Ucraina. L’Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, “ha l’incarico di condurre una missione, in accordo con la Segreteria di Stato, che contribuisca ad allentare le tensioni del conflitto e ad avviare percorsi di pace”, ha commentato in serata li segretario della Conferenza Episcopale, monsignor Giuseppe Baturi. “Invitiamo le comunità ecclesiali e, in particolare, i monasteri presenti sul territorio nazionale ad accompagnare sin d’ora con la preghiera questa missione che il Santo Padre ha voluto conferire al Presidente della CEI affinché porti frutto e aiuti a costruire processi di riconciliazione”, ha aggiunto, “considerate l’importanza e la delicatezza dell’incarico – fa sapere il direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali, Vincenzo Corrado – il Cardinale non rilascerà interviste né dichiarazioni fino a quando non sarà ritenuto opportuno, d’intesa con il Papa e la Santa Sede”. 

Tornando all’Ascensione di Cristo “oggi – ricorda Bergoglio – festeggiamo ‘la conquista del cielo’: Gesù che torna in cielo con la nostra umanità. Oggi non solo ‘tocchiamo il cielo con un dito’, come si dice nei momenti di grande felicità, ma con tutta la nostra carne. Il cielo non è più distante, è casa nostra, è il posto che Gesù è andato a prepararci. Lui ci ha aperto la via e noi possiamo seguirlo, e vivere per sempre in paradiso come figli del Padre”.

Infine in riferimento alla Giornata mondiale delle comunicazioni sociali,  Bergoglio ha ringraziato “gli operatori della comunicazione” e auspicato che “i giornalisti siano sempre al servizio della verità e del bene comune” richiamando dalla piazza San Pietro gremita di fedeli “un applauso” per tutti loro.

Nel tema che ha definito del ‘Parlare con il cuore’ Bergoglio ha spiegato che “è il cuore che ci muove a una comunicazione aperta e accogliente”. Già dalla mattina sempre in occasione della Giornata dedicata alle comunicazioni sociali il pontefice ha scritto un post su Twitter:  “Non dobbiamo temere di proclamare la verità, anche se a volte scomoda, ma piuttosto di farlo senza carità, senza cuore”.

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