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Sudan, ancora raid aerei su Khartoum, attaccata anche l'ambasciata del Qatar

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Ultimo aggiornamento 21 Maggio, 2023, 04:34:30 di Maurizio Barra

La guerra in Sudan preoccupa il mondo della diplomazia globale. Mentre anche a Gedda in Arabia Saudita durante il summit delle Lega Araba si cercano soluzioni per fermare lo scontro per il controllo del territorio in Sudan tra l‘esercito regolare e le Forze di supporto rapido (Rsf) nuovi raid aerei hanno colpito la capitale Khartoum. 

Il ministero degli Esteri del Qatar, su Twitter ha denunciato che uomini armati hanno fatto irruzione nell’edificio dell’ambasciata di Doha a Khartoum saccheggiandolo. “Condanniamo l’attacco e il vandalismo della nostra ambasciata da parte delle milizie a Khartoum”, ha affermato il ministero in una nota puntando il dito contro le forze ribelli del generale Dagalo.

Il ministero qatariota ha chiarito che nessuno dei diplomatici dell’ambasciata è rimasto ferito in quanto lo staff è stato evacuato. “Sottolineiamo la necessità di salvare le ambasciate e le missioni diplomatiche dalle conseguenze delle ostilità in Sudan”, si legge nella nota.

I ribelli si dicono “turbati dalla disinformazione così sfacciatamente diffusa all’interno del vertice a Gedda dall’Ambasciatore sudanese Dafallah Ali al-Hajj, considerato sostenitore del vecchio governo guidato dall’ex presidente Omar Al-Bashir deposto nel 2019. “Il vertice è strumentalizzato per alimentare false voci che diffondono odio”, si legge in un post dei paramilitari diffuso su Twitter. 

Domani la grave crisi in Sudan sarà al centro della riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Anche dal G7 è arrivata la ferma condanna dei combattimenti in corso in Sudan tra i due generali. “Condanniamo fermamente i combattimenti in corso tra le forze armate sudanesi e le forze di supporto rapido”, si legge nel documento stilato a Hiroshima. 

Questi combattimenti minacciano “la sicurezza e l’incolumità dei civili”, minano “gli sforzi per ripristinare la transizione democratica del Sudan” e potrebbero “compromettere la stabilità della regione”, hanno affermato i Sette.

“Le parti in conflitto devono rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario, garantire la sicurezza di tutti i civili, compreso il personale umanitario, e non impedire o limitare la fornitura di aiuti salvavita. Lodiamo il coraggio e la forza d’animo delle agenzie umanitarie che lavorano in Sudan”, hanno affermato i leader G7, riconoscendo inoltre “la generosità dei vicini del Sudan che, pur affrontando significative sfide umanitarie, ospitano un numero crescente di rifugiati sudanesi”.

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