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Kiev, non parliamo con Mosca finché sta sulla nostra terra

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Ultimo aggiornamento 27 Maggio, 2023, 19:28:30 di Maurizio Barra

    “Non c’è forza che possa costringere la società ucraina e la leadership al governo a parlare con i russi oggi, finché le truppe russe sono sul nostro territorio”: lo ha scritto su Telegram il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andry Yermak. 

    E su Twitter il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak ha respinto “le “richieste della Russia” fatte attraverso il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, che “confermano piuttosto l’incapacità legale e fattuale della leadership russa”. Pertanto, solo “le condizioni dell’Ucraina sono realistiche”. 

   Queste condizioni, ha sottolineato, sono: “Ritiro immediato di tutte le truppe dal territorio sovrano dell’Ucraina. Riconoscimento definitivo del crollo dell’Urss e piena sovranità dei paesi post-sovietici. Estradizione di criminali di guerra e autori della guerra. Fissazione della zona di smilitarizzazione (zona cuscinetto) sul territorio della Federazione russa. Riduzione delle armi offensive (missili a lungo raggio). Conferenza internazionale per organizzare il controllo sull’arsenale nucleare della Russia. Un programma legalmente stabilito di risarcimenti, inclusa una rinuncia volontaria ai beni russi sequestrati in altri Paesi a favore dell’Ucraina”.

   E da Mosca, il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin, in un’intervista alla Tass, ha ribadito le richieste del Cremlino per porre fine alla guerra: anzitutto, l’Ucraina deve rinunciare all’adesione alla Nato e all’Ue e tornare allo status di Paese neutrale e non allineato.

   L’alto diplomatico ha osservato che l’approccio della Russia alla risoluzione del conflitto in Ucraina rimane lo stesso e prevede “la difesa della popolazione del Donbass, la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina e l’eliminazione delle minacce alla sicurezza della Russia provenienti dal suo territorio”.

   “Siamo fiduciosi che l’accordo sia possibile solo con la completa cessazione delle azioni militari delle truppe ucraine e delle forniture di armi occidentali. Per raggiungere una pace completa, equa e stabile, l’Ucraina deve tornare al suo status di Paese neutrale e non allineato, sancito dalla dichiarazione di sovranità dello Stato del 1990, e rifiutare di aderire alla Nato e all’Ue”, ha sottolineato Galuzin. E ha aggiunto che la protezione dei diritti dei russofoni e delle minoranze etniche è un elemento essenziale dell’accordo di pace.

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