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Blitz ai Quartieri Spagnoli: 53 arresti alle prime luci dell'alba

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 29 Maggio, 2023, 15:55:50 di Maurizio Barra

Duro colpo alla camorra a Napoli, dove la polizia ha eseguito alle prime luci dell’alba 53 arresti nell’ambito di un’indagine su tre gruppi attivi nei Quartieri Spagnoli.

Sui tutti grava, a vario titolo, l’accusa di associazione di  tipo mafioso, associazione finalizzata allo spaccio e al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione e detenzione e porto abusivo di armi da fuoco.      

Il provvedimento poggia su diverse indagini, svolte tra il 2018 e il 2020, che hanno permesso di documentare l’esistenza e l’operatività di un’associazione di tipo mafioso, armata, strutturata in alcuni gruppi criminali attivi nei Quartieri Spagnoli di Napoli, e che aveva rapporti di  cooperazione con i più potenti clan Mazzarella e Contini.          

Il primo gruppo colpito dal provvedimento è quello capeggiato da  Eduardo Saltalamacchia, Vincenzo Masiello e Antonio Esposito, dedito  ad attività estorsive, soprattutto ai danni di commercianti e gestori  di piazze di spaccio, al controllo e alla gestione della vendita al  dettaglio della droga, in particolar modo nelle zone della Pignasecca, di Largo Baracche e della Speranzella, e ad ogni altra attività  finalizzata al controllo del territorio. Saltalamacchia aveva ripreso il controllo della zona della Pignasecca, insieme ad  Esposito e Masiello, operativi nelle zone della Speranzella e di Largo Baracche, dopo la sua scarcerazione avvenuta nel dicembre 2019.

Un secondo gruppo criminale è quello facente capo al  pregiudicato Carmine Furgiero, detto ”o’pop”, e al figlio Luigi,  dedito a un fiorente traffico di stupefacenti nella zona di vico Canale a Taverna Penta: da anni sovvenziona i clan malavitosi dei  Quartieri, ricevendo all’occorrenza da questi ultimi sostegno ed  ausilio. Le indagini hanno ricostruito l’attività della piazza di  spaccio detta “della sposa”, coincidente con i luoghi nei quali insistono le abitazioni della famiglia Furgiero.

Il gruppo si avvaleva di numerosi pusher che, contattati telefonicamente, recapitavano la droga a domicilio.

Sono emersi, inoltre, rilevanti elementi indiziari in merito alla esistenza, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, di un altro sodalizio facente capo alla famiglia Masiello, con al vertice Antonio, alias “o’nu”, e suo figlio Vincenzo, alias “o’cucù”, in grado di gestire una fiorente attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre ad avere la disponibilità di armi da fuoco.

Le cessioni avvenivano attraverso panieri calati dalle finestre o consentendo l’accesso all’acquirente accompagnato dal pusher: in quest’ultimo caso, se porta di accesso era chiusa dall’interno, le chiavi venivano lanciate all’esterno.

“Inoltre, in caso di sequestro di stupefacente da parte delle FF.OO” – conclude la nota della Polizia – “il cliente, previa esibizione del verbale di sequestro e della conseguente contestazione amministrativa, otteneva a titolo gratuito una ulteriore dose di stupefacente: così operando, l’organizzazione comprava l’omertà dell’acquirente, fidelizzandolo”.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, come tali, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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