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Il viaggio di Mattarella in Emilia Romagna: "L'Italia è con voi, io sarò al vostro fianco"

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Ultimo aggiornamento 31 Maggio, 2023, 06:23:30 di Maurizio Barra

“Non sarete soli”. È il mantra che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dedica alla Romagna in ogni tappa della sua visita ai luoghi colpiti dalle alluvioni. “Sarò accanto al governo per il sostegno a una ripresa vera e piena”, garantisce tra gli applausi ai sindaci dei Comuni colpiti, concludendo a Faenza l’itinerario che lo ha portato a Modigliana, Forlì, Cesena, Ravenna e Lugo, dove ha visitato il Teatro Rossini gravemente danneggiato dall’alluvione e sostenuto con una raccolta fondi dagli abbonati.

Il “primo” pensiero del Capo dello Stato a Faenza è per le vittime, per chi non si è sentito di lasciare la propria casa o il frutto del proprio lavoro. E “un modo straordinario per rendergli onore sono i volontari”, sottolinea Mattarella, al lavoro nelle zone colpite assieme ai Corpi dello Stato. “Una quantità di giovani che, trasmettendo entusiasmo, è venuta per impegnarsi e aiutare chi ha bisogno. Un’opera preziosa”. Tra chi ha salvato persone in ore drammatiche, chi ha aiutato a pulire, chi a sostenere quelli che si sentivano smarriti. I volontari hanno insomma portato “speranza e fiducia, elementi preziosi per non perdersi d’animo e mantenere il sentimento tipico romagnolo” di non arrendersi ma rialzarsi e ripartire. E anche papa Francesco, incontrato ieri in Vaticano, rivela Mattarella, ha elogiato i romagnoli.

Il Capo dello Stato, inoltre, guarda ai sindaci presenti come “punto di riferimento per i cittadini per non crollare nella sfiducia durante l’emergenza e punto di riferimento ora per la ricostruzione”. Si tratta di un’azione “fondamentale, il nostro Paese ha qui un elemento fondamentale, la Romagna dà spinta all’attività produttiva, alla vita sociale, al turismo, è di assoluta priorità ed è interesse nazionale la riprese del territorio. Non abbiate paura, non sarete soli”, dice in particolare ai sindaci riuniti al municipio di Faenza. L’obiettivo, ribadisce, è “fondamentalmente importante, c’è la certezza che l’attenzione continuerà anche a riflettori spenti, senza pause”.

Con un “pericolo da evitare” però: “La tentazione di arrendersi che non fa parte della tradizione romagnola ma in queste condizioni potrebbe crearsi e va scongiurata con una ripresa veloce”. I comparti, conclude il presidente Mattarella, sono tanti, dalle case alle aziende agricole, dalle strade alle comunicazioni. Come constatato sorvolando le tante frane in montagna, ci sono “opere di grande portata davanti a tutti noi, questa è la condizione per riprendere appieno la produttività e la vita di questa regione”. Ma questo è anche “il carattere dell’Italia che emerge con più forza nelle difficoltà”.

Il Presidente visita il centro di smistamento di cibo e vestiti per gli sfollati a Cesena, insieme al sindaco Enzo Lattuca. Qui studenti e volontari lo ringraziano per aver devoluto agli aiuti la somma legata al premio Paolo VI ricevuto solo ieri dalle mani di papa Francesco. E in coro gli cantano “Romagna mia”, un inno popolare che lo segue per tutta la giornata, intonato a ogni tappa insieme allo slogan “Presidente, Presidente”. Terza fermata a Ravenna, per ringraziare i volontari e i responsabili delle cooperative agricole che hanno sacrificato le loro terre per salvare la cittadinanza. E a incoraggiare le autorità locali diradando il clima da ogni attacco spiega: “Tutti voi avete dovuto affrontare un fenomeno imprevedibile e di dimensioni inimmaginabili, mentre il tempo delle decisioni e degli interventi era estremamente breve. È stato fatto tutto con grande maestria ma soprattutto con grande generosità e di questo intendo ringraziarvi”.

Alluvione, Mattarella a Lugo l'arrivo al teatro Rossini Local Team

Alluvione, Mattarella a Lugo l’arrivo al teatro Rossini

Durante la visita molti i doni al capo dello Stato, dalla frutta scampata ai frutteti alluvionati, a foto delle aree colpite e soprattutto un gilet giallo da soccorritore con il motto “tin bota”, resisti in dialetto romagnolo. 

A Lugo, atteso da una piccola folla emozionata, Mattarella ammira il teatro difeso dalle acque dagli stessi abbonati che di notte hanno messo in salvo platea e poltrone. “Tornerete come prima” si dice sicuro il Presidente.

E infine Faenza: qui sono ancora duemila gli sfollati e, dramma nel dramma, sono state colpite soprattutto le case popolari. Molti sindaci cominciano a chiedere quali siano i protocolli per avere i risarcimenti. Perché, certo, la priorità sono strade, scuole, fabbriche e aziende agricole. Ma molte famiglie hanno la casa distrutta, l’auto danneggiata e i mobili rovinati. Ai lati delle strade il fango segna ancora il passaggio e le vie cittadine, i mucchi di mobili da buttare sono accatastati e andranno in discarica.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Sala Consiliare del Municipio di Faenza, incontra i Sindaci di tutte le città colpite dal maltempo (Ansa)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Sala Consiliare del Municipio di Faenza, incontra i Sindaci di tutte le città colpite dal maltempo

“Non sarete soli, io sarò al vostro fianco. Tornerete come prima” promette Mattarella prima di ripartire per Roma, non senza aver scattato un selfie con gli “angeli del fango”. “Grazie presidente” gli rispondono i tanti sindaci riuniti al municipio di Faenza. “Noi abbiamo fatto il possibile, in coscienza” assicura il primo cittadino Massimo Isola tra gli applausi dei colleghi. Un abbraccio, un sorriso e poi di nuovo al telefono: “la stagione mi comincia adesso – spiega un primo cittadino del litorale adriatico – devo tornare di corsa in comune ma la presenza di Mattarella ci ha incoraggiato, ha capito il lavoro che abbiamo fatto, abbiamo fiducia”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella città di Faenza, saluta i ragazzi “Angeli del Fango” Quirinale

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella città di Faenza, saluta i ragazzi “Angeli del Fango”

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