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Milano, parla la pm: "È femmincidio premeditato. L'assassino aveva cercato online come ucciderla"

Tempo di lettura: 6 minuti

Ultimo aggiornamento 1 Giugno, 2023, 22:07:12 di Maurizio Barra

Dopo lo shock mediatico ed emotivo seguito all’arresto di Alessandro Impagnatiello e alla sua confessione di avere brutalmente ucciso a coltellate la compagna, incinta di sette mesi, Giulia Tramontano, la conferenza stampa convocata in procura a Milano delinea i contorni ancora più efferati di questo racconto dell’orrore.

Giulia è vittima di femminicidio

”Questa vicenda rappresenta ancora una volta l’esito e la tragica conseguenza di atteggiamenti di violenza sopportati dalla donna da parte del suo compagno. Si tratta di femminicidio’‘, ha chiarito il procuratore aggiunto Letizia Mannella, sottolineando che ”la ragazza aveva già dovuto subire un tradimento grave ed era incinta. E soprattutto la donna ha subito l’estrema violenza dell’omicidio in quanto donna e compagna di una persona che non la voleva più come tale”. 

Un omicidio pensato e premeditato

Alessandro Impagnatiello, che “ha ucciso la persona che diceva di amare e che portava in grembo il figlio che stava per nascere”, aveva “già in animo l’intenzione di ucciderla prima di incontrarla” e “si è accanito sul corpo per disfarsene dandogli fuoco”. Lo afferma, analizzando i tragici fatti di Senago che hanno portato alla morte di Giulia Tramontano, il comandante provinciale dei carabinieri di Milano Iacopo Mannucci Benincasa, durante la conferenza stampa in Procura a Milano. Proprio per questi fattori come osserva Benincasa “non si può parlare soltanto di omicidio. Lo qualifichiamo come premeditato perchè le chat, i messaggi e le ricerche su internet ci dicono che l’assassino prima di incontrare la sua vittima aveva già in animo di ucciderla”, ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Milano . ‘

‘Sono state proprio le ricerche in rete che ci hanno consentito di capire che stava aspettando la vittima a casa e aveva già deciso come ucciderla e come disfarsi del cadavere”, ha aggiunto la pm Alessia Menegazzo, sottolinenando che proprio ”il combinato disposto delle telecamere, delle stringhe di ricerca e degli arrivi ci ha consentito di avere orari precisi” sugli spostamenti di Impagniatiello. 

Il delitto sarebbe avvenuto tra le 19 e le 20.30. Fondamentali le immagini  delle telecamere e il ritrovamento di macchie di sangue evidenziate con il luminol. “Secondo quanto abbiamo ricostruito, la Tramontano ha incontrato l’altra donna di Impagnatiello alle 17 all’Armani Bar e poi è rientrata a casa alle 19”. 

Altro dettaglio emerso nel corso della conferenza stampa, che confermerebbe la premeditazione, il fatto che sarebbe stato il 30enne a inviare gli ultimi messaggi partiti dal cellulare di Giulia, probabilmente quando lei era già morta

Il pm aggiunto ha poi lanciato un messaggio a tutte le donne: ”Quello che è veramente importante in  questa vicenda è che deve insegnare a noi donne di non andare mai  all’incontro della spiegazione. È un momento da non vivere mai, perché estremamente pericoloso”. 

Alessandro Impagnatiello ANSA

Alessandro Impagnatiello

La testimonianza dell’altra donna di Impagnatiello

Cruciali per la svolta nelle indagini anche i verbali dell’interrogatorio all’altra donna di Alessandro Impagnatiello, la ragazza inglese di 23 anni collega del barman.

L’altra fidanzata di Impagnatiello, arrestato per aver confessato l’omicidio di Giulia, ha parlato con i carabinieri nella notte fra lunedì e martedì. Anche lei lavorava all’Armani Bamboo Bar di Milano e aveva da qualche tempo una relazione con il 30enne. Entrambe le donne, però, non erano al corrente della doppia vita del barman. La cameriera, insospettita dalle bugie del fidanzato, ha deciso di contattare Giulia, dopo aver visto durante un viaggio delle foto che lo ritraevano con una ragazza incinta.

Troppe le bugie raccontate. E per questo la cameriera aveva incontrato Giulia, che a sua volta aveva chiesto a Impagnatiello, senza successo, di raggiungerle per un confronto chiarificatore a tre. “Ma lui non lo fece – ha raccontato -. Anzi, se n’è andato dal lavoro. Poi io e Giulia siamo rimaste a parlare fino alle 18.45 circa ed entrambe ci siamo confidate e siamo convenute che Alessandro avesse mentito a entrambe”. 

Di fatto, è stata l’ultima a parlare con Giulia e la prima ad allarmarsi cercando di contattare i parenti. Dai riscontri degli investigatori, infatti, il bartender avrebbe ucciso Giulia subito dopo il rientro nella casa di Senago dove convivevano. E davanti alle domande della cameriera, spaventata dal fatto che dopo il loro incontro “Giulia stava scrivendo messaggi in maniera diversa da quanto aveva fatto in precedenza”, Impagnatiello aveva risposto in modo “strano” e “arrampicandosi sugli specchi”. Poi la ragazza racconta anche di aver visto dei guanti di lattice spuntare dal suo zaino.

Alessandro Impagniatiello aveva anche falsificato un test del dna per dimostrare alla collega con cui aveva una storia che il figlio che portava in grembo Giulia Tramontano non era suo. L’altra donna, un’inglese, però, aveva scoperto la falsificazione. Da lì il chiarimento tra le due donne, avvenuto sabato pomeriggio nel locale milanese, senza che il 30enne fosse presente. La collega, a cui Impagniatiello era sentimentalmente legato da un anno, preoccupata per Giulia le avrebbe anche offerto ospitalità.

”Se hai problemi – le avrebbe detto – puoi venire a stare da me”. La 29enne incinta, però, è rientrata a casa, a Senago, dove l’aspettava il compagno, che – a quanto emerge – dopo due anni e mezzo voleva interrompere la relazione con lei. Lo ha fatto, alla fine, uccidendola nel loro appartamento, tra le 19 e le 20.30 di sabato sera. Il barman avrebbe anche raccontato che a estrarre per prima il coltello, forse per farsi male, sarebbe stata la 29enne incinta. Potrebbe trattarsi, però, di una delle menzogne raccontate da Impagniatiello.

Il messaggio di Chiara Tramontano Instagram

Il messaggio di Chiara Tramontano

Il messaggio social della sorella Chiara e della famiglia

E dopo aver lanciato messaggi e video per ritrovarla oggi Chiara Tramontano, sorella di Giulia, torna a scrivere sui social per ringraziare chi li ha aiutati ad arrivare alla verità, per stringersi alla famiglia e per salutare l’amata sorella e il nipote che non “potranno mai cullare”.

‘Grazie. Grazie di averci dato la speranza di trovarla. Grazie di averci creduto ed aiutato. Grazie dal profondo del cuore di una famiglia distrutta, di fratelli che non hanno avuto la possibilità di cullare il proprio nipote. Di genitori che sono stati privati del diritto di essere tali. La nostra famiglia sarà per sempre unita come in questa foto’, scrive su Instragram Chiara postando una foto nostalgica della famiglia unita.

A Senago il dolore della comunità per la morte di Giulia

C’è una rosa bianca infilata nella cassetta della posta di Giulia Tramontano, davanti alla casa di Senago, a nord di Milano, in cui abitava con Alessandro Impagnatiello, padre del bambino che portava in grembo e reo confesso del suo omicidio. Uno dei tanti gesti di affetto lasciati dopo il ritrovamento del corpo della ragazza, scomparsa dal 27 maggio, morta accoltellata a 29 anni mentre era incinta di 7 mesi e  non solo davanti alla sua abitazione, ora con le finestre chiuse e i sigilli alla porta, al primo piano di una palazzina in una via tranquilla e riparata della cittadina lombarda, ma anche sul luogo in cui è stato rinvenuto il corpo, a circa 500 metri di distanza, oltre una fila di garage.

Tanti, conoscenti, amici ma anche sconosciuti, hanno voluto lasciare un mazzo di fiori, accanto a quello portato dai familiari della ragazza di prima mattina, o anche solo passare, come gesto di vicinanza. “Io abito qua vicino e sono rimasta esterrefatta, ho immaginato subito c’entrasse il ragazzo, di femminicidi ne succedono troppi casi, ma questo proprio, sono due vite, non ci sono parole”, ha commentato una donna, fra le tante persone che si sono raccolte di fronte al luogo in cui è stato rinvenuto il corpo della giovane, dove ora c’è una sua foto col suo nome, circondata da decine di mazzi di fiori.

Stasera lumi accesi in ricordo di Giulia Tramontano: è l’appello lanciato dal presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, a seguito dei fatti
di Senago. “Questa sera nel mio ufficio a Palazzo Pirelli accenderò un lume la cui fiammella possa simboleggiare la vicinanza dell’istituzione regionale ai genitori di Giulia e al tempo stesso invito ogni famiglia a farlo nelle proprie case” spiega Romani. Si tratta di “una fiammella di speranza perché mai più accadano fatti simili”.

Omicidio Giulia Tramontano: fiori dove è stato trovato il corpo ANSA

Omicidio Giulia Tramontano: fiori dove è stato trovato il corpo

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