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Meloni oggi a Tunisi, missione in area di crisi

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Giugno, 2023, 05:39:02 di Maurizio Barra

Sarà una visita lampo, ma non per questo meno importante, quella della premier italiana Giorgia Meloni questa mattina in Tunisia.

La missione prevede prima un incontro con il Presidente tunisino, Kais Saied, e poi un faccia a faccia con la premier, Najla Bouden. 
I temi sul tavolo, delicatissimi e interconnessi, riguardano il controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo e la grave emergenza economica e sociale della Tunisia, un Paese dove peraltro la democrazia è praticamente sospesa: da quando il presidente Saied ha accentrato su di sé la gran parte dei poteri con quella che gli analisti non esitano a definire una grave svolta autoritaria. Alle ultime elezioni l’affluenza è stata attorno all’11%, perché l’opposizione ha boicottato il voto.

L’inflazione è a due cifre, la disoccupazione oltre il 16%, il debito pubblico è esploso e l’economia stagna: la Banca Mondiale colloca la Tunisia in una situazione simile a quella del Libano, non lontana dalla bancarotta. A fronte di tutto questo, Saied ha più volte tentato di scaricare le colpe sui migranti subsahariani che fuggono da guerre e miseria. Ma sono molti ormai i tunisini che si accalcano con quei migranti sui barconi della speranza, in cerca di futuro in Europa. Ed è alto il pericolo che dal caos tunisino nasca una nuova ondata di instabilità e terrorismo. 

Il Fondo Monetario Internazionale si dice pronto a stanziare aiuti per 1,9 miliardi di dollari, una somma già probabilmente insufficiente a sedare la crisi, ma Saied rifiuta le condizioni poste: “Non accettiamo diktat dall’estero che portano solo a un ulteriore impoverimento”, come ha detto ad aprile. 

 

 

 

Kais Saied FETHI BELAID/AFP via Getty Images

Kais Saied

Meloni ha già parlato al telefono con Saied venerdì scorso. L’Italia mira a sostenere Tunisi nel negoziato con il FMI, chiedendo in cambio riforme e mano ferma sui flussi migratori. Sul piatto c’è l’idea di offrire due trance di finanziamenti internazionali, con l’appoggio dell’Unione europea – una subito, un’altra quando le riforme siano state messe in campo. In più, aiuti allo sviluppo, quote di ingressi legali per lavoro, investimenti, collaborazioni investigative, interventi nel campo energetico – con l’ipotesi di un nuovo elettrodotto sottomarino che colleghi la Tunisia con l’Italia. 

Si parlerà anche del “Piano Mattei”, l’idea non nuova di trasformare l’Italia in un hub del gas europeo, ma i gasdotti che già portano il metano algerino in Europa passano appunto per la Tunisia, che vuole la sua parte nel progetto.

Di queste cose si era discusso anche a margine del G7 di Hiroshima, un paio di settimane fa, in un incontro a tre fra Giorgia Meloni, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e Kristalina Georgieva, direttrice del Fondo Monetario Internazionale. La stessa von der Leyen, secondo alcune fonti, avrebbe dovuto essere in missione con Meloni – la sua assenza oggi probabilmente non è casuale. 

Non sarà facile mediare fra la posizione caparbia di Saied e le istituzioni finanziarie internazionali, non sarà facile persuadere Bruxelles che la Tunisia è un problema comune a tutta l’Europa.

Giorgia Meloni durante la seduta per il pnrr a Montecitorio (Rai/Tg3)

Giorgia Meloni durante la seduta per il pnrr a Montecitorio

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