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Assoluzione a Bibbiano, lo sconcerto da parte delle vittime

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Ultimo aggiornamento 7 Giugno, 2023, 22:21:58 di Maurizio Barra

“L’esito del processo di appello ci lascia alquanto perplessi a fronte di quanto sta emergendo nel corso del processo di merito, davanti al tribunale di Reggio Emilia, che consolida quanto accertato nel corso delle indagini. Rappresento lo sconcerto di alcune delle vittime che non riescono a comprendere come sia possibile una simile decisione a fronte di quanto hanno subito”. Lo dice l’avvocato Domenico Morace, difensore di parte civile nel processo sugli affidi nella Val d’Enza, commentando l’assoluzione in appello dello psicoterapeuta Claudio Foti. Morace è costituito nel dibattimento in corso a Reggio, non nell’abbreviato Foti.

“Leggeremo con attenzione le motivazioni per provare a capire”, ha aggiunto Morace che assiste una madre e un bambino a cui sono stati impediti i rapporti con il padre. “Rinnoviamo la fiducia nella giustizia e nell’operato del pm Valentina Salvi e dei carabinieri che l’hanno coadiuvata”, aggiunge il legale.

Le dichiarazioni di Foti all’Ansa
“Al termine del processo mi piacerebbe incontrare la ragazza delle sedute di psicoterapia che mi hanno incriminato. Credo sia stata anche lei vittima di questa vicenda”. Queste le parole di Claudio Foti all’ANSA. Il fondatore del centro piemontese Hansel&Gretel era stato accusato anche di lesioni nei confronti di una 17enne in cura dal professionista. “Ho sempre seguito i protocolli e le procedure della psicologia del trauma. E chiunque veda le videoregistrazioni, può affermarlo – ha detto Foti – Ad assistere a quelle sedute c’erano sette supervisori e tutti mi attestarono un riconoscimento. Ero convinto che durante il processo quei video avrebbero dimostrato la verità, invece addirittura mi venne contestato un altro capo di imputazione”.

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