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L'appartamento del Papa al Gemelli, semplice e con una cappella

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Ultimo aggiornamento 7 Giugno, 2023, 21:57:50 di Maurizio Barra

Una stanza che è un vero mini appartamento, semplice ed accogliente, all’ultimo piano dell’ala destra del Policlinico Gemelli. L’allestimento risale ai primi anni ’80 quando fu organizzato per le degenze di Giovanni Paolo II, ben sette, la prima quando fu clamorosamente ferito da Alì Agcà in piazza San Pietro il 13 maggio di 40 anni fa e l’ultima, per un intervento di tracheotomia del 2005 quando anche il Parkinson era ormai in stato avanzato.

Nel piccolo appartamento, una specie di grande suite, oltre allo spazio per il letto, il bagno, un televisore e qualche strumento per la pressione e gli altri parametri vitali, gli ambienti comprendono un altro spazio per un piccolo salottino con una poltrona letto. C’è poi anche una cappellina per le preghiere e le eventuali celebrazioni, con un inginocchiatoio e un grande crocifisso.

Il lungo corridoio di accesso, a cui si arriva oltre che con le scale anche con un ascensore ad uso di tutto il personale sanitario, è sotto il controllo della polizia di Stato italiana, della Gendarmeria vaticana e della sicurezza del Policlinico. La stanza del Papa ha grandi finestre che si affacciano sull’ingresso principale dell’ospedale. Wojtyla, nel 2005, si affacciò proprio da quelle finestre per salutare i fedeli e i pazienti e condusse da lì anche un Angelus durante il quale ribattezzò il Gemelli il “Vaticano tre” dopo piazza San Pietro e Castel Gandolfo.

Al momento non si sa ed è piuttosto improbabile che Francesco si affacci nelle prossime ore ma in molti si aspettano che possa farlo nei prossimi giorni, per un saluto o per una preghiera corale. O, addirittura, per l’Angelus di domenica prossima visto che la degenza potrebbe essere di qualche giorno. Certo è che il Papa potrà visitare alcuni reparti, come ha fatto a marzo, recandosi in quello di pediatria oncologica.

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