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Ambulanti in crisi, in due anni 14mila in meno

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Ultimo aggiornamento 8 Giugno, 2023, 22:38:30 di Maurizio Barra

Il commercio ambulante si riduce anche se i clienti non mancano: negli ultimi due anni, secondo uno studio di Anva-Confesercenti, gli ambulanti si sono ridotti di circa 14mila unità con un calo del 7,9% (da 176mila a poco più di 162mila), nonostante i consumatori continuino a rivolgersi ai mercati che hanno avuto negli ultimi 12 mesi circa 40 milioni di clienti.
    Il calo riguarda tutti i settori merceologici ma se per l’alimentare si limita al 4,7% (1.500 attività in meno) per il tessile la riduzione è del 9,4% (-6.200 attività). Si riducono anche gli operatori di arredamenti per giardino, tappeti, casalinghi e piccoli elettrodomestici/materiale elettrico (-6,7%) e le attività che commerciano altri prodotti (-4mila imprese). Le uniche attività del commercio pubblico in controtendenza sono quelle di ristorazione ambulante che in questi due anni mettono a segno una crescita del 13,2%.
    Preoccupa soprattutto il calo delle aperture con 4.088 nuove aperture nel 2022 a fronte delle 15.076 del 2015. Non è escluso che abbia pesato la pandemia e la crescita del commercio elettronico. Negli ultimi 12 mesi, si legge nello studio, il 36% degli intervistati – pari a oltre 13 milioni di italiani – ha fatto la spesa presso un mercato giornaliero, mentre il 79% – circa 28,7 milioni – ha acquistato presso un mercatino settimanale. Meno di un italiano su dieci – il 9% – dichiara di non aver usufruito dei servizi del commercio su aree pubbliche.
    Solo il 21% degli intervistati compra dalle imprese del commercio su aree pubbliche meno di sei volte l’anno.
   

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