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Climatologo, il petrolio può arrivare nel Mediterraneo

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Ultimo aggiornamento 8 Giugno, 2023, 03:25:27 di Maurizio Barra

ROMA – “Sono tanti gli elementi da valutare” per capire le conseguenze dello sversamento di petrolio causato dall’esplosione della diga di Kakhovka ma ovviamente “prima si agisce per evitare che finisca in mare, soprattutto in mare aperto, meglio è” perché il percorso “dal Mar Nero può arrivare sino al mar Egeo, nel Mediterraneo”. Lo spiega il climatologo dell’Enea, Gianmaria Sannino, precisando di fare un ragionamento sulla base “delle informazioni a disposizione, tutte da verificare, perché bisogna capire che sostanza è, quale quantità e dove esattamente si è sversata, perché se è finita nel fiume Dnipro o sulla costa le conseguenze cambiano”.
    Tuttavia, osserva conversando con l’ANSA, “agire in uno scenario di guerra è più complicato e bisogna capire chi e come può intervenire”.
    Il petrolio, secondo una ricostruzione teorica, “dal mar Nero, in estate più lentamente per correnti più deboli lungo la costa e venti meno forti, può essere trasportato verso il Bosforo ed essere catturato dalla circolazione del mar di Marmara e finire attraverso lo stretto dei Dardanelli nel nord dell’Egeo”. Un percorso che può essere accelerato se la sostanza inquinante finisce “in mare aperto dove le correnti sono più forti”, spiega l’esperto osservando che se arrivasse nel Bosforo “la Tuchia potrebbe intervenire per arginarla, evitando che si propaghi”.
   

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