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Gb, la fonte d'acqua della Crimea a rischio dopo crollo diga

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Ultimo aggiornamento 11 Giugno, 2023, 23:34:05 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 11 GIU – Il crollo della diga di Kakhovka ha
quasi certamente “pesantemente compromesso” la principale fonte
di acqua dolce della penisola di Crimea occupata, ovvero il
Canale della Crimea del Nord (Ncc): lo scrive il ministero della
Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano di
intelligence.
   
L’Ncc attinge l’acqua dal bacino di Kakhovka, da un ingresso
più in alto rispetto al letto del serbatoio, spiega il rapporto
pubblicato su Twitter. Al 9 giugno il livello dell’acqua nel
bacino era probabilmente sceso al di sotto del livello
dell’ingresso e l’acqua smetterà presto di fluire in Crimea,
osservano gli esperti di Londra, sottolineando che questo
ridurrà la disponibilità di acqua dolce nel sud della regione di
Kherson e nel nord della Crimea.
   
Tuttavia, prosegue il ministero, è probabile che le autorità
russe soddisfino il fabbisogno idrico immediato della
popolazione utilizzando serbatoi, razionando l’acqua, scavando
nuovi pozzi e consegnando acqua in bottiglia dalla Russia. Allo
stesso tempo, conclude il rapporto, le comunità sia sul lato
russo sia su quello ucraino del fiume Dnipro inondato stanno
affrontando una crisi igienico-sanitaria con un accesso limitato
all’acqua pulita e un aumento del rischio di malattie trasmesse
dall’acqua. (ANSA).
   

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