Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Buttafuoco, Berlusconi un personaggio da romanzo

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Giugno, 2023, 03:20:40 di Maurizio Barra



(di Mauretta Capuano)
(ANSA) – ROMA, 12 GIU – Un personaggio-capolavoro che abita
una dimensione immateriale. E’ l’immagine di Silvio Berlusconi
che ci restituisce Pietrangelo Buttafuoco in Beato Lui (pp 144,
euro 17) che sarà in libreria la prossima settimana per
Longanesi. Un libro indefinibile, un ‘panegirico
dell’arcitaliano Silvio Berlusconi’ che non vuol essere un
pamphlet politico e neppure un racconto epico o tragico.
   
“E’ un canovaccio pronto a diventare copione, la forma adatta
a raccontare Berlusconi è lo spettacolo, è quella che rende
meglio la sua specialissima natura, quella di incarnare al
meglio l’identità italiana. E’ stato tutto, una verità e il suo
esatto contrario” spiega all’ANSA Buttafuoco nel giorno della
morte di Berlusconi.
   
“Ci sono stati tanti modi di raccontare Berlusconi, ci hanno
provato attraverso il metodo della ricerca storica, la
politologia, perfino attraverso la cronaca giudiziaria, ma la
sua non è stata una tra le tante esperienze di espressioni della
politica, ha saputo essere tanto e molto di più. Ho capito che
c’è solo un modo di raccontarlo che è quello di essere
restituito per la sua dimensione di personaggio che chiunque
vorrebbe aver raccontato. Sicuramente lo avrebbe voluto fare
Balzac, Shakespeare e la grande tradizione della commedia da
Goldoni fino a Moliere” sottolinea lo scrittore.
   
Beato lui non è “una serie di sequenze messe in fila.
   
Berlusconi è presente nell’immaginario, già la notizia della sua
morte è vissuta in una dimensione che è proprio immateriale. Una
cosa è certa: sicuramente i posteri si ricorderanno di lui”
afferma. “Il titolo che ho scelto non a caso è Beato Lui perché
in Berlusconi si compendiano tutte le possibilità”. Nel libro
c’è anche una parte immaginifica in cui si racconta la salita
di Berlusconi al Quirinale. “Sì, è immaginifica, ma è verità
perché la letteratura ti consente di prescindere dalla realtà
altrimenti sarebbe cronaca. Sotto sotto tutti gli italiani se lo
sognavano di averlo al Quirinale” dice Buttafuoco. “Il volume
era già in prenotazione ad aprile presso i librai quando
Berlusconi entrava in ospedale e nessuno più poteva sapere come
sarebbe uscito. Abbiamo quindi deciso di posticiparlo e proprio
perché mi sono avvalso della verità letteraria, mi sono
ritrovato delle pagine che raccontavano ciò che non osavo
immaginare: laddove c’era una folla che lo abbracciava
nell’addio di un funerale, ho ricostruita la moltitudine che lo
applaudiva all’ingresso nel Quirinale, finalmente eletto Capo di
Stato. Beato Lui esce, e diventa Beato subito” sottolinea.
   
Aggiungerai qualcosa al libro sulla morte di Berlusconi? “No,
lui è un canone a se stante, non ha bisogno del prima e del
dopo, dell’alfa e dell’omega. Lui completa in se l’intero
alfabeto. Con Giuliano Ferrara avevamo in animo di fare una cosa
che poi abbiamo visto realizzata a Londra, un musical: My fair
Papi, come novelli Garinei e Giovannini”.
   
Buttafuoco racconta gesta politiche, amici e nemici di
Berlusconi seguendo la verità della letteratura. “Anche in vita
molti dei suoi dichiarati nemici erano poi presi nel trasporto
affettuoso nei suoi confronti mentre al contrario tanti
dichiarati amici avevano degli interessi più che degli affetti.
   
Berlusconi ha realizzato quello che era il proposito della
contestazione sessantottina: la fantasia al potere. Come la ha
portata lui la fantasia al potere non lo ha fatto nessuno”.
   
“Era sinceramente innamorato dell’Italia, aveva tutti i
motivi per fabbricarsi un adorato esilio, un altrettanto dorata
pensione. Se pensi a quanti soldi ha speso per gli avvocati.
   
Anche le sue lungimiranze in politica estera le potevano
consegnare a cose che hanno vissuto già altri nella nostra
storia a cominciare da Enrico Mattei, lo stesso Bettino Craxi e
invece lui è riuscito a evitarle senza rinunciare a dire la sua
come nell’ultimo frangente della guerra in corso”. Dopo di lui
cosa succederà? “Tutto si conclude con lui. L’unicità è tutta
nella sua esperienza politica”. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA