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Disertore russo: 'Gravi perdite nell'esercito, morale a terra'

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Ultimo aggiornamento 13 Giugno, 2023, 00:17:58 di Maurizio Barra

Un esercito con il morale a terra, che soffre di gravi perdite, appesantito dal malcontento di soldati sottopagati e minato dalla sfiducia delle truppe nei confronti delle autorità: lo afferma in un’intervista esclusiva alla Bbc il tenente Dmitry Mishov, un aviatore russo 26enne fuggito in Lituania, dove ha chiesto asilo politico.
Dmitry era un navigatore di elicotteri d’attacco nella base della regione di Pskov, nella Russia nord-occidentale: quando Mosca ha cominciato a preparare i velivoli per il combattimento, ha intuito che non si trattava di un’esercitazione ma che stava per arrivare una guerra. Ha cercato di lasciare l’Aeronautica nel gennaio 2022, ma le sue pratiche non erano ancora state completate quando la Russia ha invaso l’Ucraina il 24 febbraio.
È stato quindi inviato in Bielorussia ed è tornato in patria due mesi dopo: lo scorso gennaio sarebbe dovuto andare in “missione” in Ucraina ed è stato allora che ha deciso di lasciare: prima con un finto tentativo di suicidio sperando in un congedo per motivi di salute, poi con la fuga. Nell’esercito l’umore è misto, racconta: alcuni sostengono la guerra, altri sono assolutamente contrari. Pochi credono di combattere per proteggere la Russia da un pericolo reale, sottolinea, affermando che questa è stata a lungo la narrazione ufficiale. Ovvero: Mosca è stata costretta a ricorrere a una ‘operazione militare speciale’ per prevenire un attacco contro la Russia. Tra i militari c’é un diffuso malcontento per i bassi stipendi. Secondo Dmitry gli ufficiali dell’aeronautica con esperienza ricevono ancora il loro stipendio contrattuale prebellico, che può arrivare a 90.000 rubli (circa 1.000 euro), mentre le nuove reclute vengono invogliate a entrare nell’esercito con 204.000 rubli al mese.
E il morale dei soldati soffre anche per le menzogne di Mosca. “Nell’esercito nessuno crede alle autorità. Possono vedere ciò che sta realmente accadendo. Non sono dei civili davanti alla televisione. I militari non credono ai rapporti ufficiali, perché semplicemente non sono veri”, prosegue. “Nessuno crede ai resoconti ufficiali sui successi o sulle basse perdite al fronte”, spiega, definendo le perdite degli equipaggi aerei militari “estremamente elevate”.

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