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Luzi, non abbassare la guardia nella lotta alla mafia

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Ultimo aggiornamento 13 Giugno, 2023, 17:50:36 di Maurizio Barra

(ANSA) – PALERMO, 13 GIU – “Non dobbiamo abbassare la guardia
perché la battaglia nei confronti della criminalità organizzata,
di Cosa nostra visto che siamo qua in Sicilia, è ancora lunga”.
   
Lo ha detto il comandante generale dei carabinieri Teo Luzi
intervenuto a Palermo in via Scobar alla cerimonia per il 40/o
anniversario dell’eccidio di tre militari dell’Arma uccisi dalla
mafia. Altre iniziative sono previste a Monreale, al gruppo
Carabinieri e nel Duomo.
   
“Siamo qua – ha sottolineato Luzi – per fare memoria dei
nostri tre carabinieri trucidati nel 1983 capitano D’Aleo,
l’appuntato Bommarito e l’appuntamento Morici. Tre eroi
dell’arma contemporanea che andarono incontro a morte per certi
aspetti anche in modo consapevole tenuto conto che c’era stato
un quadro di riferimento molto violento nel territorio di
Monreale dove facevano servizio. Abbiamo il dovere – ha aggiunto
il comandante generale di Carabinieri – di ricordarli e dire ai
familiari che non sono morti invano perché nel frattempo in
questi 40 anni molte cose sono cambiate, c’è stato un movimento
culturale importante soprattutto qui a Palermo, ma in tutta la
Sicilia e in tante regioni italiane e questo per noi è
l’elemento più qualificante”.
   
“La microcriminalità è un problema e si cerca di contenerla
– h osservato il generale Luzi – è un problema nazionale,
europeo e mondiale. Se prendiamo un Paese di riferimento come
gli Stati Uniti, il tasso di microcriminalità non è certo
migliore rispetto a quello italiano. Solo per darvi un’idea, in
Italia ci sono meno di 300 omicidi all’anno. Londra ne registra
più di 300, New York 500. È un tema sul quale siamo molto
attenti e su cui le forze di polizia e di magistratura sono
molto sensibili. Il nostro compito è quello di contenere questi
comportamenti negativi a livello sociale. Ma – ha chiosato – non
siamo salvatori di un’etica sociale dal momento che la
criminalità è sempre esistita da quando c’è l’uomo”. (ANSA).
   

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