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L'incidente a Roma: chi sono i 'TheBorderline', gli youtuber a bordo della Lamborghini

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Giugno, 2023, 19:16:51 di Maurizio Barra

Sfide nonsense per avere click, challenge -come si usa nel linguaggio del mondo social- e video irriverenti per aumentare il numero dei followers tutti giovanissimi.

Era questo, fino a ieri, il profilo dei cinque youtuber dei ‘The Borderline’, il collettivo romano che a bordo di un Suv, probabilmente intento in un video per una challenge, ha provocato un incidente in cui ha perso la vita un bimbo di 5 anni, Manuel Proietti, e sono rimaste ferite la sua sorellina di tre anni e la mamma che erano a bordo della Smart coinvolta nello scontro.

Fino a ieri pomeriggio Matteo Di Pietro, Vito Loiacono, Marco Ciaffaroni, Giulia Giannandrea e Leonardo Golinelli erano cinque giovani youtuber che sul canale contano 600 mila iscritti e presentavano il contenuto dei loro video con le parole “assurdi e unici”. 

“Non siamo ricchi ma ci piace spendere per far divertire voi! Tutto quello che facciamo si basa su di voi; più supporto ci date più contenuti costosi e divertenti porteremo, tra sfide, challenge e scherzi di ogni tipo cercheremo di strapparvi una risata in ogni momento”, si presentavano.

Nei 118 contenuti caricati le challenge vanno da “24 ore sulla minizattera” a “quanto puoi resistere nel ghiaccio”, da “nascondino nel castello medioevale” a “vivo 50 ore nella Tesla”. 

Ieri la sfida era quella di stare alcuni giorni su un Suv Lamborghini senza mai scendere. Una sfida anticipata da un video, divenuto virale, in cui uno dei TheBorderline, mostra la lussuosa automobile descrivendone con ironia le potenzialità, mentre bacia il cofano: “Ah rega’ quest’auto va più veloce di una Saetta McQueen. Annamo’, me sembra di caricare un drago, daje Jessica che sono il protagonista di Fast & Furious, meeeeeeee”. Poi, rivolgendosi a un’auto che passa dice ancora: “La tua Smart costa 300 euro alla Conad”!

Oggi quell’ironia, quel sarcasmo apprezzato sul web lasciano il posto al silenzio della tragedia e questo gruppo di ragazzi di età compresa fra i 20 e i 23 anni è travolto, oltre che dall’evento, da una inarrestabile bufera mediatica. 

“Vi propongo una challenge! Un’ora dentro una stanza, solo voi ed il padre di Manuel. Con tutta la serie di disadattati che vi segue, sarebbe ora chiudere questo tipo di contenuti e voltare pagina”. E’ solo uno dei commenti lasciati sotto a uno dei tantissimi video sul canale YouTube da 601.000 iscritti dei TheBorderline. “Questo ostentare challenge estreme per fare soldi, legando a voi follower decerebrati è vomitevole. Studiate e andate a lavorare. Perché questi giochi ridicoli sono finiti”, scrive un altro iscritto.

Uno degli youyuber del gruppo, Vito Loiacono, prova a esprimere con queste parole postate sui social la sofferenza e il disagio che sta vivendo: “Il trauma che sto provando è indescrivibile. Ci tengo solo a dire che io non mi sono mai messo al volante e che sto vicinissimo alla famiglia della vittima”. 

Chi sia più o meno responsabile è ora al vaglio degli inquirenti, come da verificare è l’ipotesi che i cinque stessero girando un video per la challenge social e che questo possa aver influito sulla dinamica dell’incidente.

Intanto il vicepremier Matteo Salvini commentando a Ore 14 su Rai2 la morte del bambino travolto dal Suv ha dichiarato: “Dovrebbero chiudere, l’ho chiesto, le pagine social di questi sciocchi. Io sono il più democratico e il più liberale e ho le mie pagine social – afferma Salvini – ma non quando usi per fare denaro sfide che mettono a rischio la tua vita e quella degli altri”.

Anche il Codacons interviene sul caso con una denuncia per concorso in omicidio stradale nei confronti del gruppo ‘The Borderline’. “A quanto risulta dai primi approfondimenti, infatti, i quattro ragazzi – si legge in una nota – alla guida dell’auto-killer stavano probabilmente realizzando una challenge per questo gruppo web, impegnandosi a guidare un’automobile di grossa cilindrata per 50 ore senza sosta. Se questo elemento fosse confermato, come appare in queste ore, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo – una delle tante sfide estreme già messe in atto in passato, mettendo a rischio la sicurezza e l’incolumità di chissà quanti cittadini inconsapevoli. Ma in ogni caso è evidente come si stiano diffondendo in modo preoccupante modelli di comportamento pericolosi e gravissimi ribaltamenti di valori”.

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