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Il blu di Raffaello, Leonardo e Dante, centenari e riscoperte

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Giugno, 2023, 13:41:34 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 16 GIU – Il rinvenimento del blu egizio nella
Galatea di Raffaello, la nuova attenzione sulla Gioconda delle
Gallerie Nazionali d’Arte Antica, lo studio sulle “biblioteche”
di Leonardo da Vinci e di Dante, le indagini volte a ricostruire
gli inesplorati percorsi creativi del Poeta non solo attraverso
le sue letture ma anche con attraverso la lente di quella che è
stata la rappresentazione artistica del suo tempo. Come per
magia, la celebrazione per i tre centenari, tra il 2019 e il
2021, dei tre geni italici Leonardo, Raffaello e Dante ha
portato a risultati e scoperte frutto di un percorso,
interdisciplinare, dagli esiti sorprendenti.
   
Ora il gran numero di mostre, documenti e scoperte fatte per
celebrare il cosiddetto Trittico dell’Ingegno italiano, sono
stati presentati e donati dall’Accademia dei Lincei alla
Biblioteca del Senato. Il percorso iniziato per celebrare i
il trittico di centenari ha infatti coinvolto studiosi e
accademici di discipline umanistiche e scientifiche in un
progetto che guarda gli specialisti ma anche il grande pubblico,
grazie ad un lavoro interdisciplinare che caratterizza
l’istituzione e la distingue dalle altre grandi Accademia
europee. E’ accaduto con Raffaello: l’intento celebrativo del
centenario ha apportato nuovi dati e scoperte, come nel caso del
blu egizio usato da Raffaello nel dipingere la Galatea per
professare il suo amore per l’antico e l’ispirazione a quel
mondo, testimoniato anche dalla mostra ancora in corso a Villa
Farnesina. Quel rapporto con l’Antico, che dà il nome alla
mostra nella Villa che fu concepita dal suo edificatore, il
grande banchiere papale Agostino Chigi, come scrigno aperto a
tutti gli artisti e gli intellettuali contemporanei: un
particolare che sottolinea sul piano simbolico il senso
complessivo del Trittico e le finalità del progetto proposto
dall’Accademia dei Lincei. La Villa Farnesina è infatti il
luogo di celebrazione della Classicità: Umanesimo e Rinascimento
fiorentino, attraverso la mediazione dei Chigi, umanesimo e
Rinascimento romano, nel primo Cinquecento, attraverso la corte
papale e la presenza dei più grandi artisti italiani, da
Leonardo a Raffaello ai loro allievi. La mostra avrebbe dovuto
precedere quella dantesca, ma la sua collocazione conclusiva
sembra chiudere il cerchio di un percorso iniziato nel 2019 con
Leonardo. (ANSA).
   

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