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Coma irreversibile dopo Covid, giudice, 'staccate le macchine'

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Ultimo aggiornamento 17 Giugno, 2023, 00:47:29 di Maurizio Barra

(ANSA) – ORISTANO, 16 GIU – Le macchine che tengono in vita
l’ex sindacalista della Cgil Andrea Manca, 58 anni di Solarussa,
in coma irreversibile dal 13 settembre 2021 dopo un infarto
dovuto al Covid, saranno staccate. Lo ha stabilito il giudice
tutelare del Tribunale di Oristano, Gabriele Bordiga,
accogliendo la richiesta presentata dal fratello di Andrea,
Alessandro, per interrompere i trattamenti sanitari in base alla
legge 219 del 2017. Tutti i medici, sia quelli di parte sia il
consulente tecnico nominato dal giudice, si sono già espressi
con una prognosi di recupero negativa.
   
Andrea non ha lasciato nulla di scritto, ma a parenti e amici
aveva sempre detto che in queste condizioni la sua non era una
vita. Ottenuto il parere dei luminari sull’impossibilità per suo
fratello di uscire dal coma, Alessandro si è rivolto al
tribunale, assistito dagli avvocati Antonio Tola e Aldo Lucchi,
per staccare la spina. Il giudice Bordiga ha sciolto oggi la
riserva dopo aver ricevuto tutta la documentazione dall’avvocato
Valerio Martis, nomitato dello stesso giudice curatore speciale
di Andrea. Ha quindi autorizzato il frtaello Alessandro, in
qualità di amministratore di sostegno, “a rifiutare i
trattamenti sanitari in atto nei confronti del beneficiario con
riferimento alla sua attuale condizione derivata da evento
ipossico ischemico a livello cerebrale conseguente ad arresto
cardiaco, nonché a interrompere tutti i trattamenti sanitari in
atto e qualunque altro futuro in favore dello stesso Andrea
Manca”. La fase successiva sarà “la sedazione palliativa
profonda continua”.
   
Il giudice ha anche disposto che la procedura venga svolta in
una struttura del sistema sanitario, pubblica o privata o
accreditata, con preferenza per la Rsa dove si trova attualmente
ricoverato l’ex sindacalista.. “Le volontà di Andrea Manca sono
state rispettate – dice all’ANSA l’avvocato Martis -. Nonostante
il tema sia particolarmente divisivo, la sentenza presenta
apprezzabili profili che consentiranno di sensibilizzare
cittadini e istituzioni sul tema del fine vita e del necessario
potenziamento delle cure palliative. Sarà ora necessario
concentrare ogni sforzo per garantire al signor Manca la minima
sofferenza possibile”. (ANSA).
   

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