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Istanbul: tra proteste, insofferenza e transenne, piazza Taksim si riempie delle bandiere rainbow

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Giugno, 2023, 22:06:10 di Maurizio Barra

È da sei anni che non si svolgeva nella metropoli turca: la Trans Pride March, la parata dell’orgoglio trans organizzata per oggi a Istanbul, è comunque partita, tra cordoni di polizia, contromanifestazioni e qualche fermo. Il luogo non è certo dei più tranquilli per la comunità Lgbtqi+, in un Paese dove i diritti delle persone gay, bisex, lesbo, trans e queer non hanno la visibilità e la difesa di cui possono godere in altri Paesi, soprattutto occidentali. La polizia ha circondato con transenne protettive le strade che portano a piazza Taksim, cuore della città, e le fermate metro di Taksim stessa e di Şişhane sono state chiuse, così come la funicolare Kabataş-Taksim.

A coloro che intendono partecipare alla manifestazione verrà chiesto di esibire un documento, per poter oltrepassare le transenne ed entrare nell’area riservata (si dovrà dimostrare di risiedere nel distretto di Beyoğlu).

La decisione di circoscrivere la marcia dell’orgoglio trans segue un tweet pubblicato venerdì scorso da Davut Gül, governatore della regione di Istanbul. Gül ha detto chiaramente che l’autorizzazione alla manifestazione non sarebbe stata automatica, scrivendo: “Nessuna attività che minacci il nostro istituto famigliare, a garanzia della nostra nazione e del nostro Stato, sarà consentita. Gruppi di persone che si uniranno a dimostrazioni non autorizzate saranno bloccati”.

Il divieto – o comunque il contrasto – alla Trans Pride March è parte di un più ampio schema di recenti restrizioni e ampi tentativi di marginalizzare la comunità Lgbtqi+ da parte delle istituzioni della metropoli turca. Fin dall’inizio del mese, tradizionalmente il Pride month in tutto il mondo, numerosi eventi, dalla proiezione di film alla distribuzione di tè, si sono dovuti scontrare con le limitazioni imposte dalle autorità.

Corteo anti-gay al Pride di Istanbul Ansa

Corteo anti-gay al Pride di Istanbul

Che la marcia dell’orgoglio trans sia quindi finalmente partita è già, di per sé, un buon risultato, a dispetto delle proteste e delle contromanifestazioni di cui si diceva. L’ultimo evento Lgbtqi+ ufficialmente permesso a piazza Taksim era stato il Pride del 2014, che aveva visto la massiccia partecipazione di migliaia di persone.

Oltre a piazza Taksim, anche İstiklal caddesi è stata a lungo utilizzata come centro vitale e vero e proprio “hub” per numerosi e diversi movimenti sociali turchi, soprattutto per rivendicazioni progressiste e di centrosinistra. Tuttavia, il governo del rieletto presidente Recep Tayyip Erdoğan – mai tenero con la comunità Lgbtqi+ – ha sistematicamente negato l’autorizzazione a moltissimi eventi, incluse le celebrazioni del Primo maggio, la marcia della Festa internazionale della donna e tutti gli eventi gay-friendly, spesso ordinando il dispiegamento di un complesso apparato di sicurezza.

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