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Esplosioni nella notte a Odessa, allarme antiaereo in sei regioni dell'Ucraina

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Ultimo aggiornamento 19 Giugno, 2023, 13:05:36 di Maurizio Barra

    Una serie di esplosioni sono state udite nella notte nella città portuale meridionale ucraina di Odessa. Lo riportano i media locali, aggiungendo che le autorità militari hanno attivato la difesa aerea in tutta la regione. In mattina l’amministrazione militare regionale di Odessa ha comunicato che le truppe russe hanno lanciato quattro missili da crociera di tipo Kalibr dal Mar Nero, tutti distrutti in cielo dalle forze di difesa. L’allarme antiaereo è scattato nelle prime ore di oggi in sei regioni dell’Ucraina, secondo il portale ufficiale di allerta del paese citato dai media locali. Le sirene risuonano negli oblast di Odessa, Dnipropetrovsk, Mykolaiv, Sumy, Zaporozhzhia e Donetsk.

   Le forze ucraine hanno abbattuto la notte scorsa quattro droni russi nella regione di Dnipropetrovsk, nell’Ucraina sud-orientale, ha reso noto il capo del consiglio regionale, Nikolai Lukashuk, come riporta Rbc-Ucraina. “La nostra forza aerea ha distrutto quattro droni nella regione durante la notte. Probabilmente tre Shahed e un Orlan”, ha affermato Lukashuk su Telegram.

   Secondo la viceministra della Difesa ucraina, Hanna Malyar, le unità della brigata Tavria delle forze ucraine hanno liberato otto insediamenti nel ultime due settimane di combattimenti nelle direzioni di Berdiansk e Melitopol. Si tratta dei villaggi di Novodarivka, Levadne, Storozheve, Makarivka, Blagodatne, Lobkove, Neskuchne e Pyatikhatki. “Nel complesso, le unità del settore Tavria sono avanzate in territorio nemico fino a sette chilometri – ha aggiunto -. L’area liberata nel sud è di 113 chilometri quadrati”.

   Il villaggio di Pyatikhatki, ha precisato Malyar, è stato l’ultimo in ordine di tempo ad essere liberato dalle forze russe, nella giornata di ieri.
   La viceministra della Difesa ha sottolineato che nell’ultima settimana le forze ucraine sono avanzate in profondità in diverse aree nel settore di Bakhmut. Secondo Malyar, nell’est dell’Ucraina i russi hanno cercato di fermare l’avanzata delle forze di Kiev in direzione di Bakhmut dispiegando sul terreno un maggior numero di soldati ed intensificando i bombardamenti.

   “L’intensità complessiva dei combattimenti in questa direzione è diminuita la scorsa settimana, tuttavia le battaglie sono continuate – ha osservato -. Ci sono stati 41 scontri e le nostre truppe sono avanzate in profondità nella direzione del nemico in diverse aree”. Inoltre, la scorsa settimana i russi hanno proseguito la loro avanzata nelle direzioni di Lyman-Kupiansk, Avdiivka e Marinka. “Non abbiamo perso un solo metro di terreno in queste direzioni grazie alla professionalità e al coraggio dei nostri combattenti”, ha affermato la viceministra. Nell’ultima settimana a est, le truppe russe hanno lanciato più di 5.800 attacchi e utilizzato 277.220 proiettili, ha aggiunto Malyar.

   “La retroguardia degli occupanti è in fiamme”: così titola stamani su Telegram l’emittente Rbc-Ucraina, secondo cui in una settimana di controffensiva le forze armate ucraine hanno distrutto 19 “basi” nemiche nel sud e nell’est, oltre a 10 depositi di munizioni russe. L’affermazione non è verificabile in modo indipendente. Rbc-Ucraina mostra un a mappa con i simboletti delle esplosioni, e le basi distrutte compaiono, fra gli altri posti, accanto a Skadovsk, Berdyansk, Tokmok, Pology e Vasylivka, tutte nello Zaporizhzhia, e a Lugansk, Donetsk e Volnovakhs, nel Donbass.

   D’altra parte, sette persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino, nel corso di attacchi ucraini nelle regioni russe di confine di Belgorod e Kursk nelle prime ore di oggi: lo affermano i governatori locali. Feriti sono stati segnalati nella regione di Belgorod, dove sono stati colpiti diversi edifici residenziali nel distretto di Valuisk, ha reso noto il governatore Vyacheslav Gladkov. Nella regione di Kursk sono stati colpiti due villaggi, causando danni ma nessun ferito o vittima, ha dichiarato il governatore Roman Starovoit.

   E mentre Ucraina e Russia si rimpallano le accuse su chi avrebbe fatto crollare la diga di Kakhovka, il New York Times afferma che, nonostante siano “teoricamente possibili molteplici spiegazioni”, le prove indicano chiaramente che la diga è stata paralizzata da un’esplosione provocata dalla parte che la controlla: la Russia”.

   Il media statunitense interroga ingegneri ed esperti di esplosivi, sostenendo che la diga aveva “un tallone d’Achille” ed essendo “costruita in epoca sovietica, Mosca aveva ogni pagina dei disegni tecnici e sapeva dov’era”. La diga, spiegano ancora “è stata costruita con un enorme blocco di cemento alla base” ed è attraversata da “un piccolo passaggio, raggiungibile dalla sala macchine”: proprio qui “suggeriscono le prove”, “è esplosa la carica che ha distrutto la diga”.

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