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Tajani ad Abu Dhabi per una sponda su migranti e stabilità

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Giugno, 2023, 03:44:23 di Maurizio Barra

Consolidare le relazioni bilaterali e favorire opportunità di business. Ma soprattutto, vedere negli Emirati Arabi Uniti e nel Golfo una sponda su situazioni complesse come Tunisia e Libia e migranti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani vola ad Abu Dhabi per incontrare l’omologo degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Abdallah bin Zayed Al Nahyan.

Un bilaterale “molto positivo. C’è stata grande sintonia e si è ribadita l’amicizia strategica tra Italia ed Emirati su tutto ciò che riguarda la politica estera”, ha sottolineato il ministro Tajani. Una visita lampo ma strategica, un viaggio breve ma un incontro lungo e una lunga cena, in cui sono stati diversi i temi affrontati, con lo spirito di recuperare il tempo perduto, non solo per i rapporti economici ma soprattutto per quelli politici. Tutto nel solco della visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’inizio di marzo, occasione in cui “abbiamo formalizzato un ‘rapporto strategico’. Adesso torniamo negli Emirati proprio per aprire nuove pagine di collaborazione”, ha sottolineato il ministro.

    Dall’incontro è emersa “una visione comune della situazione in Africa, dove gli Emirati sono uno dei principali investitori, più della Cina”, ha sottolineato Tajani. Nel colloquio si è parlato di Mediterraneo, Medio Oriente, Afghanistan. Ma anche Siria, per la quale l’Italia ha ribadito la necessità di affrontare la situazione e non restare fermi, dopo 12 anni di guerra. Poi Iran, Ucraina, e anche la situazione dei Balcani “dove c’è una presenza di imprese degli Emirati”, ha aggiunto il ministro.

    Per l’Italia, i dossier più importanti sul tavolo sono la Libia e anche la Tunisia, la cui situazione è stata affrontata anche nell’ultimo viaggio di Tajani a Washington con il segretario di Stato Antony Blinken. E l’Italia punta a un sostegno dagli Emirati perché si arrivi a un accordo con il Fmi.
    Su questi dossier, Abu Dhabi “può giocare un ruolo importante”, e in quest’ottica, con il ministro degli Esteri degli Emirati “abbiamo anche parlato della conferenza internazionale sulla stabilità e l’immigrazione che l’Italia pensa di organizzare prima della pausa estiva, invitando numerosi Paesi del continente africano, Paesi arabi e istituzioni multilaterali per affrontare politicamente il grande tema dell’immigrazione, diventato di straordinaria attualità dopo la tragedia che ha visto morire centinaia di persone a largo delle coste greche”, ha sottolineato Tajani.

    Una conferenza già annunciata dalla presidente Meloni. Ma ora “siamo a lavoro e l’Italia vuole essere protagonista di soluzioni politiche per quanto riguarda la crisi migratoria come parte di una strategia per l’Africa e Medio Oriente. Perché sono una serie di concause che rendono la situazione difficile: i rifugiati siriani, la situazione in Afghanistan, l’Iran, il Sudan, l’Africa subsahariana, la situazione libica e tunisina, il Mediterraneo. Vanno affrontate politicamente con chi è interessato allo sviluppo del continente africano: i Paesi del Golfo, a cominciare dagli Emirati, svolgono un ruolo non di secondo piano in Africa e per questo è giusto che stiano coinvolti in una strategia che punti alla soluzione dei problemi con risposte concrete”, è la sottolineatura del titolare della Farnesina.

    Nel colloquio, spazio anche alla collaborazione di tipo economico – l’impegno del governo italiano con gli Emirati punta a “favorire le esportazioni” – e nel campo della cultura: “Ci sarà prima della fine dell’anno anche il Teatro alla Scala di Milano a Dubai e abbiamo parlato di opportunità di una collaborazione sempre più forte”. Con il ministro degli Esteri degli Emirati “ci siamo poi soffermati molto anche sulla questione cambiamento climatico” in vista della presidenza emiratina della Cop28, in programma dal 30 novembre al 12 dicembre presso l’Expo City di Dubai. “L’Italia è in grado di dare un contributo alla presidenza emiratina, lo faremo in tutti i modi possibili perché riteniamo che il tema della lotta al cambiamento climatico fatta in maniera pragmatica sia fondamentale”, ha evidenziato Tajani. “E riteniamo che la presidenza emiratina possa essere veramente all’avanguardia che possa permettere di guardare al futuro con una vera strategia di contrasto al cambiamento climatico”. 
   

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