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Cold case svedese, ex pizzaiolo indagato non risponde

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Ultimo aggiornamento 20 Giugno, 2023, 23:05:06 di Maurizio Barra

(ANSA) – IMPERIA, 20 GIU – Si è avvalso della facoltà di non
rispondere ai giudici di Imperia Salvatore Aldobrandi, il
pizzaiolo di 73 anni accusato dagli inquirenti di aver ucciso
Sargonia Dankha, 21enne di origini irachene, naturalizzata
svedese, sparita nel nulla da Linköping nel primo pomeriggio del
13 novembre 1995. Scortato in Procura dagli agenti della polizia
penitenziaria, Aldobrandi è comparso davanti al giudice
assistito dall’avvocato del foro di Genova Andrea Rovere. “Si è
avvalso della facoltà di non rispondere, ovviamente – ha detto
il legale -. Abbiamo solo contestato l’utilizzabilità degli atti
dell’autorità giudiziaria svedese, sotto un profilo: siccome il
processo è ancora aperto in Svezia e lui ha la doppia
cittadinanza, italiana e svedese, vorrei sapere una volta per
tutte dove si fa il processo e chi lo giudica. Dopodiché
valuteremo le strategie a seconda della situazione”.
Aldobrandi, che da ormai 28 anni ha abbandonato la Svezia e si è
rifatto una vita a Sanremo, dove lavora e dove ha una famiglia
con una donna di trent’anni più giovane e due bambini, “è una
persona che purtroppo ha un bypass e due valvole mitraliche
cambiate – sottolinea l’avvocato – L’ho trovato molto confuso,
nel senso che capisce perfettamente, è consapevole, ma c’è stata
una tendenza a rimuovere questo episodio dalla sua vita. Siccome
è un processo indiziario questo, perché non c’è il corpo né il
coltello, si fonda molto sulle contraddizioni e sui dettagli: e
ad una persona confusa, fare un processo indiziario che si fonda
sulla valutazione dei dettagli, comporta una oggettiva
difficoltà”.
   
Per il presunto omicidio della ragazza, Aldobrandi era già stato
incarcerato in Svezia per alcune settimane. Gli inquirenti hanno
sempre ritenuto che le prove a suo carico fossero schiaccianti.
   
Ma in Svezia non si può essere processati per omicidio in
assenza di cadavere. Questo il motivo per cui la famiglia di
Sargonia Dankha si è rivolta all’Italia. Grazie alla
determinazione della Procura di Imperia, e in particolare del
giovane sostituto procuratore Matteo Gobbi, si è arrivati
all’esecuzione della misura cautelare, che ha portato l’uomo in
carcere. (ANSA).
   

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