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Sharm el-Sheikh, da 40 anni la preferita dagli italiani

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 20 Giugno, 2023, 13:26:47 di Maurizio Barra

(di Claudia Fascia)
(ANSA) – ROMA, 20 GIU – La baia dello sceicco. Questo
significa nella traduzione dall’arabo Sharm el-Skeikh, una delle
mete a medio raggio preferite da 40 anni dagli italiani. Già, da
40 anni. Perché prima di allora, la perla del Mar Rosso non era
che un piccolo insediamento di pescatori incastonato tra le
acque cristalline e il deserto della penisola del Sinai. È a
partire dal 1982 che il governo egiziano inizia a investire su
uno sviluppo turistico che ne ha cambiato e continua a cambiarne
costantemente e totalmente l’aspetto.
   
Del villaggio dei pescatori è rimasto ben poco (anche la
vecchia Sharm è ormai solo un pullulare di botteghe e negozi di
souvenir), mentre alberghi e resort per tutte le tasche si
moltiplicano lungo la costa, permettendo alla località di non
conoscere crisi e di superare i momenti bui (come gli attacchi
terroristici del 2005 che provocarono un forte rallentamento
degli arrivi e il più recente lockdown).
   
L’anno scorso, con la ripresa post pandemia, Sharm ha
registrato quasi 2 milioni di presenze (1 milione 893mila di
arrivi in aeroporto), nei primi cinque mesi del 2023 è stato già
superato il milione. A farla da padroni sono soprattutto i
russi: quasi mezzo milione nel 2022 (454mila presenze), 270mila
nel 2023. Gli italiani sono la seconda nazionalità per numeri
assoluti: 278mila nel 2022, 155mila dall’inizio di quest’anno.
   
Britannici, belgi, tedeschi, norvegesi ed ex repubbliche
sovietiche, tra le altre nazionalità affezionate alle spiagge
dorate e alla barriera corallina di Sharm.
   
“Il clima piacevole tutto l’anno, la possibilità di
raggiungerla in 4 ore, il mare straordinario, il prezzo
accessibile anche per le famiglie spiegano il successo costante
nel tempo di Sharm el-Sheikh tra gli italiani”, spiega Michele
Matone, product manager del gruppo Nicolaus. La family company
pugliese dei fratelli Giuseppe e Roberto Pagliara, che punta
molto sul Mar Rosso (considerando anche Marsa Alam), ha
riportato il marchio Valtur a Sharm el-Skeikh con il Reef Oasis
Blue Bay, a Pasha Bay (con accesso diretto sulla barriera
corallina), e con l’Albatros Laguna Vista (affacciato sulla baia
caraibica di Nabq e più adatto alle famiglie), oltre ai resort
che fanno capo a Nicolaus, con circa 10mila presenze lo scorso
anno “e puntiamo a raddoppiare quest’anno”, aggiunge Matone. “Il
concetto del villaggio è molto diverso dal passato – spiega Sara
Prontera Direttore Marketing del gruppo -: se prima si viveva
solo all’interno, oggi c’è uno scambio con ciò che c’è fuori”.
   
Anche a Sharm dunque si va alla scoperta di
Naama Bay, con la sua passeggiata decorata da filari di palme,
ricca di bar e ristoranti; del Parco Nazionale di Ras Muhammad,
una delle mete preferite dagli appassionati di immersioni grazie
alla fauna e alla flora marina che affollano le barriere
coralline di Shark e Yolanda e i dintorni del relitto
Thistlegorm; si va nel deserto per una tipica cena beduina cotta
sotto la sabbia allietati da uno spettacolo di danza del ventre
o si passa una serata allo spettacolare Farsha Mountain Lounge,
un bar incastonato in un’insenatura a picco sul mare, per
sentirsi un po’ pirati per una notte. (ANSA).
   



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