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Oggi l'addio a Manuel in forma privata, lo zio: "Non generare odio nell'odio"

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Giugno, 2023, 09:48:03 di Maurizio Barra

Nella giornata dell‘addio a Manuel, il bimbo di cinque anni morto nel tragico incidente di Casal Palocco, in forma strettamente privata, la famiglia del ventenne fondatore del gruppo di youtuber TheBorderline e indagato per l’omcidio, Matteo Di Pietro, rompe il silenzio. 

Tramite il proprio legale, fa sapere: ”Il nostro silenzio fino ad oggi è dovuto al rispetto per il dolore straziante di una famiglia che ha perso un figlio. Ci sentiamo profondamente addolorati e distrutti per quanto accaduto. Non ci daremo mai pace”.

I funerali del bimbo si sono tenuti in forma strettamente privata. Esequie riservatissime con i genitori e pochissime altre persone, per volontà dei familiari del piccolo. A darne notizia, a funerale avvenuto, è la mamma del piccolo, Elena Uccello, tramite i suoi legali: “La sig.ra Elena Uccello, ringraziando per le innumerevoli manifestazioni di solidarietà ricevute e per il rispetto della propria privacy che le ha garantito, in questi giorni, di vivere nella totale riservatezza il proprio dolore, comunica che oggi, in forma strettamente privata, si sono svolti i funerali del piccolo Manuel e, per chi fosse interessato, che domenica 25 giugno alle 19, a Casal Palocco, si terrà una fiaccolata in ricordo del piccolo”.

Il nulla osta alla restituzione della salma era arrivato martedì mattina dopo i risultati dell’autopsia che hanno confermato che a causare la morte è stato il violento scontro con il Suv Lamborghini guidato da Matteo Di Pietro.

combo Marco Ciaffaroni, Matteo Di Pietro e Vito Loiacono, tre del gruppo di Youtuber TheBorderline (Ansa)

combo Marco Ciaffaroni, Matteo Di Pietro e Vito Loiacono, tre del gruppo di Youtuber TheBorderline

Le indagini, la perizia e gli elementi al vaglio degli inquirenti

Nel procedimento, al momento, restano al vaglio le posizioni delle quattro persone che erano sul bolide, tre ragazzi e una ragazza. Chi indaga attende risposte dall’analisi dei cinque cellulari sequestrati dopo il drammatico incidente. Nel caso in cui dalle verifiche dovessero emergere video, foto o chat utili alle indagini per gli altri quattro potrebbero scattare accuse di natura concorsuale. 

Il nodo da sciogliere è relativo alla ‘sfida’ da postare poi online che i cinque youtuber, tutti legati al collettivo Theborderline, stavano compiendo da alcuni giorni, girando con il Suv preso a noleggio nelle strade del quartiere a sud della Capitale. I magistrati di piazzale Clodio, coordinati dall’aggiunto Michele Prestipino, hanno inoltre affidato ai periti l’analisi delle telecamere presenti nel tratto di strada e potrebbero acquisire anche quelle presenti su almeno due bus dell’Atac che transitavano in quel frangente e avrebbero ripreso le fasi dello scontro. 

Obiettivo degli inquirenti è capire se Di Pietro abbia effettuato sorpassi o manovre azzardate e a quale velocità. I video potrebbero avere immortalato gli istanti precedenti allo schianto: non è escluso che il Suv possa avere sorpassato un auto e un bus dell’Atac prima di scontrarsi con la Smart che si trovava nella corsia opposta. Una dinamica di cui la madre di Manuel, sentita dagli inquirenti, non è riuscita a fornire elementi utili in quanto non ricorda nulla di quanto avvenuto. “Ricordo solo le fasi dopo l’incidente, la mia preoccupazione erano i bambini”, avrebbe raccontato la donna nel corso dell’audizione davanti al titolare del fascicolo.

La testimonianza dello zio di Manuel: “Non generare odio, ma difficile parlare di perdono”

Intanto lo zio di Manuel, intervenuto a La Vita in Diretta, il programma di Rai1 condotto da Alberto Matano, ha raccontato il momento tragico che sta vivendo la sua famiglia. “Da quel maledetto 14 giugno ogni giorno è diventato un calvario. Tutti i giorni vengo per prendere tutti i ricordi e i biglietti che rimarranno poi alla famiglia, tantissime dediche e tantissimi bambini che vengono con i genitori e lasciano un ricordo, un fiore e un messaggio…”Il mio messaggio -ha detto ancora- è quello di non generare odio nell’odio, non posso parlare di perdono perché e difficile in questo momento”.

Le persone continuano a lasciare fiori nel luogo in cui è avvenuto l'incidente automobilistico in cui è morto un bambino di 5 anni, a Casal Palocco, Roma, Italia (Ansa)

Le persone continuano a lasciare fiori nel luogo in cui è avvenuto l’incidente automobilistico in cui è morto un bambino di 5 anni, a Casal Palocco, Roma, Italia

Su quanto avvenuto a Casal Palocco è intervenuto anche monsignor Dario Gervasi, vescovo del settore Sud e delegato dell’Ambito per la cura delle età e della vita della diocesi di Roma. “Speriamo che il grande dolore per la morte di Manuel, e per il ferimento della mamma e della sorellina, non sia vano – ha affermato il monsignore -. Tutto è avvenuto infatti a seguito di una sfida, una ‘challenge’, il che evidenzia la drammatica crisi della nostra civiltà: l’incapacità di cogliere il valore della vita assolutizzando ogni esperienza estrema. Che questa tragedia richiami tutti coloro che hanno a cuore il futuro delle giovani generazioni a insegnare loro la vera sfida che è quella di donare e difendere la vita che Dio ci ha affidato”, ha concluso. 

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