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In 15mila al Sardegna Pride, sfila a Cagliari l'orgoglio Lgbtq+

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Ultimo aggiornamento 25 Giugno, 2023, 05:11:17 di Maurizio Barra

(ANSA) – CAGLIARI, 24 GIU – Dal matrimonio in Comune
direttamente al Pride per festeggiare le nozze a suon di Abba,
Queen e Raffaella Carrà. Anche una coppia di novelli sposi in
mezzo ai circa quindicimila che dal tardo pomeriggio hanno
invaso le strade di Cagliari per ribadire ancora una volta i
diritti delle persone gay, lesbiche, transgender e queer,
manifestazione promossa dal coordinamento sardo delle realtà
Lgbtq+.
   
Il raduno al parco della Musica con un villaggio del Pride
aperto già da alcuni giorni. Poi verso le 18.30 il via al
corteo. Ad aprirlo uno striscione con il motto di derivazione
gramnsciana: “Istruite, agitate, organizzate”, e dietro
l’assessora di Quartu per i diritti Lgbt Cinzia Carta. Poi la
sfilata dei carri lungo via Cao di San Marco, con immancabile
lancio di preservativi all’altezza dell’angolo tra via Bacaredda
e via Sant’Alenixedda.
   
Messaggi e striscioni creativi per celebrare il diritto a
vivere liberamente la propria sessualità. “Sono bisex, mi
piacciono tutti tranne i fascisti”, è stato uno dei messaggi
lanciati durante la manifestazione. Il maxi corteo ha puntato
poi verso via Paoli per tornare verso via Dante e fare ritorno
al Villaggio Pride del Parco della musica.
   
E’ stato il clou del lungo cammino della Queeresima 2023
partito sabato 20 maggio a Quartu con una fiaccolata contro
l’omofobia. In mezzo una trentina di appuntamenti tra marce,
mostre, dibattiti e altre iniziative. “Sono passati poco più di
ottant’anni dalla fine del regime fascista e oggi ci ritroviamo
a fronteggiare una nuova marea nera, che si sta abbattendo con
violenza sulle istituzioni, sui mezzi di comunicazione e sulla
vita delle persone in questo Paese – si legge nel manifesto
unitario Sardegna Pride 2023 – ma noi e le nostre comunità
questa volta non ci faremo trovare impreparate. Abbiamo
combattuto a lungo per ottenere almeno parte dei nostri diritti
e non arretreremo di un passo, anzi: più vorranno zittirci, più
forte sarà la nostra voce. Più vorranno oscurarci, più colorate
saremo. Più ci minacceranno, più in alto sventoleremo le nostre
bandiere”. (ANSA).
   

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