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Prof colpita da pallini a Rovigo, Valditara: 'Rivedere il voto degli studenti'

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Ultimo aggiornamento 27 Giugno, 2023, 16:37:21 di Maurizio Barra

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara chiede di rivedere le decisioni prese dalla scuola sugli studenti di Rovigo che hanno sparato pallini di plastica contro una insegnante e sono stati promossi con il 9 in condotta. “Visti gli esiti della relazione degli ispettori e considerata la non corretta applicazione del Dpr 122/2009 e del regolamento di istituto, ho avvertito l’esigenza di invitare la dirigente scolastica a riconvocare il consiglio di classe, al fine di riconsiderare in autotutela le decisioni prese”, scrive il ministro.

La risposta della dirigente
‘Ha parlato il ministro, ora riconvocheremo il Consiglio di classe per riflettere e rivalutare la situazione”. Lo ha detto all’ANSA la dirigente dell’Istituto “Viola Marchesini” di Rovigo, Isabella Sgarbi, dove due degli allievi che avevano sparato pallini di gomma a una docente sono stati promossi con il 9 in condotta. Nei giorni scorsi il ministero dell’Istruzione e del Merito aveva inviato un’ispezione alla scuola. La comunicazione da parte del ministro Valditara di rivedere il voto agli studenti, ha aggiunto Sgarbi, “è stata comunicata dall’Ufficio scolastico regionale”.

Valditara: Intervenire su condotta e sospensioni
“Bisogna intervenire sul tema della condotta e delle sospensioni: non sono favorevole a lasciare a casa, a non fare nulla un ragazzo che si è comportato male, significa abbandonarlo a se stesso. Domani presenterò delle proposte in questa direzione per dare responsabilità, maturità, autorevolezza e perché serve rispetto verso i docenti. Ridare dignità ai docenti passa anche nel saper trovare la casa laddove il costo della vita è elevato: dobbiamo fare accordi con le Regioni per trovare appartamenti, gli stipendi dei docenti rischiano di essere inadeguati ad affrontare determinate realtà”. Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara alla Confsal.

“Ridare loro dignità – ha proseguito il ministro – significa anche proteggere i docenti. L’Avvocatura dello stato è stata messa a servizio di chi è stato aggredito: una decina di richieste sono già arrivate; è assolutamente ingiusto che chi è stato aggredito debba pagarsi le spese legali e lo Stato deve essere accanto a chi è aggedito, di qui la decisione, per i casi gravi, di costituirsi con lo Stato che chiede un risarcimento; faccio riferimento in particolare agli adulti, in tanti casi sono genitori, questo significa che si è rotta l’alleanza per la scuola che è invece interesse di tutti che ci sia.
Alcuni casi gravi non devono farci condizionare, comunque la famiglia e i ragazzi italiani hanno gli anticorpi per rispondere in modo positivo. La stragrande maggioranza dei nostri ragazzi vogliono un futuro di gioia e realizzazione, sfatiamo alcuni pregiudizi e ricordiamo che rispettare il docente è anche usare responsabilmente il cellulare”.

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