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Piazza Affari regina d'Europa nel primo semestre, +19%

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Ultimo aggiornamento 1 Luglio, 2023, 00:44:12 di Maurizio Barra

C’era attea sui mercati per i dati sui prezzi al consumo sulle due sponde dell’Atlantico. Nell’Eurozona l’inflazione è passata dal 6,1% di maggio al 5,5% di giugno, un dato leggermente inferiore alle attese e in linea con l’inflazione di fondo (5,4%), che non tiene conto di energia e beni alimentari.

Negli Stati Uniti, intanto, l’indice delle spese per i consumi personali (Pce), è sceso dal 4,3 al 3,8%, mentre il dato “core” di un solo decimo, al 4,6%, contro attese di 4,7%.

Dati che nel complesso piacciono agli investitori. L’indice Ftse Mib di Milano segna oggi +1,10% e nel primo semestre dell’anno +19,1%. È la migliore performance in Europa, grazie soprattutto alla corsa dei titoli bancari (+26,7% per l’indice Ftse All Share Banks da inizio anno), che a Piazza Affari pesano più che negli altri listini del continente. Sopra la media anche il settore auto (+33%), mentre dal primo gennaio sono scesi dell’1% i titoli energetici. L’indice Ftse Mib, con 28.270 punti, torna sui massimi dal 2008. Nel vecchio continente seguono gli indici di Madrid e Francoforte, +16% per entrambi. 

Oggi tra i titoli del Ftse Mib, a Milano, salgono soprattutto i titoli dell’oil&gas: Erg (+3,77%) e Saipem (+3,58%), seguiti da due industriali, Iveco e Prysmian. Nessuno dei 40 titoli del paniere principale di Borsa Italiana è in calo. 

Negli Stati Uniti dopo i dati sull’inflazione Pce il “FedWatch Tool” di Cme, che calcola le probabilità dell’andamento dei tassi sulla base dei prezzi dei titoli di Stato a 30 giorni, dà questi responsi: 86% di rialzo di 25 punti base a luglio, 69% di una pausa a settembre. Per le riunioni di novembre e dicembre le probabilità che i tassi si fermino sono di circa il 50%, quelle che aumentino di altri 25 punti base di circa il 30%. 

Tra i tre indici principali di Wall Street sale soprattutto il Nasdaq, +1,65%, seguito da S&P500 (+1,17%) e Dow Jones (+0,79%). 

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