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Washington Post, il capo della Cia in segreto a Kiev per “piano ucraino per la fine della guerra"

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 1 Luglio, 2023, 12:00:54 di Maurizio Barra

Trattative che non possono svolgersi apertamente tra i grandi leader (Putin, Zelensky, con mediazione – forse – di Biden) ma che svolge da tempo “nelle retrovie” l’agenzia di intelligence americana, che intesse, ricama, ascolta, propone, cercando un modo (su mandato dei vertici USA) per dare uno stop ad un conflitto che sta costando caro a tutte le parti coinvolte e che soprattutto sembra non avere termine. Il direttore dalla Cia, la Central Intelligence Agency statunitense, in viaggio segretamente a Kiev lo scorso giugno, per “ascoltare il piano ucraino per far finire la guerra”. A riportarlo il Washington Post che citando alcune fonti, secondo le quali il viaggio è avvenuto prima del fallito ammutinamento di Wagner. 

William Burns Ansa

William Burns

I “termini accettabili per la Russia”
Al capo dell’intelligence William Burns sarebbe stato rivelato che in vista dell’autunno – così la fonte al Wp – “il presidente ucraino Zelensky e i suoi uomini, hanno iniziato a pensare come Kiev potrebbe premere per una fine dei combattimenti sulla base di termini accettabili per la Russia e la popolazione ucraina“. 
 

Lo scenario ideale preferito da Kiev prevede un’avanzata delle sue truppe al confine della Crimea, prendendo in ostaggio la penisola. Senza riprendere la Crimea con la forza, l’Ucraina chiederebbe quindi alla Russia di accettare le garanzie di sicurezza che l’Ucraina può assicurarsi dall’Occidente.
 

Il cessate il fuoco “entro la fine del 2023”
Una strategia per riprendere i territori occupati dalla Russia e aprire le trattative per un cessate il fuoco con Mosca entro la fine dell’anno.

Quel piano pace Usa con “il 20% dell’Ucraina alla Russia”
Lo scorso febbraio – riportò un’indiscrezione apparsa sulla stampa svizzero-tedesca – il capo della Cia “avrebbe offerto a Vladimir Putin un quinto del territorio ucraino – pari circa alle dimensioni del Donbass – per porre fine alla guerra in corso”, come parte – scrivevano i media elvetici – “di un piano di pace elaborato per conto del presidente Joe Biden”. 

A scriverlo era stato Newsweek citando il quotidiano svizzero-tedesco Neue Zürcher Zeitung (NZZ) e riportando a seguire, la smentita della Casa Bianca.  Il viceportavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Sean Davitt aveva dichiarato al settimanale che la notizia “non è accurata” e che “la Cia direbbe lo stesso”.

“Ucraina non è disposta a dividere il proprio territorio”
Kiev e Mosca, sempre secondo il media Nzz, avrebbero respinto la proposta: “l’Ucraina perché non è disposta a dividere il proprio territorio”, mentre i funzionari russi avrebbero affermato che “alla lunga vinceranno comunque la guerra”. 
 

Quando il direttore Cia disse “prossimi sei mesi cruciali”
Sempre lo scorso Febbraio il direttore Burns aveva dichiarato che i successivi sei mesi, sarebbero stati “cruciali” per la guerra in Ucraina. 
Secondo il capo della Cia Putin puntava ad un “calo di interesse per il conflitto da parte dell’Occidente, per recuperare terreno sul campo di battaglia”. Una ipotesi, quella del recupero delle posizioni, in buona parte smentita dagli eventi recenti e dalla controffensiva ucraina. 
 

Burns: “il tempo può essere dalla parte di Putin”
“Credo che Putin in questo momento stia scommettendo che il tempo può essere dalla sua parte – aggiungeva il capo della Cia – la chiave sarà sul campo di battaglia nei prossimi sei mesi”, così Burns all’emittente americana Cbs News. 

Per il direttore della Cia è necessario “colpire l’arroganza di Putin, fargli capire che non solo non potrà avanzare ulteriormente in Ucraina, ma che ogni mese che passa corre sempre di più il rischio di perdere i territori che finora ha occupato illegalmente”. 

 

Quindi, concludeva “il prossimo periodo sarà assolutamente cruciale”.
 

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