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Viaggio nella luce da Pompei a Roma

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Ultimo aggiornamento 4 Luglio, 2023, 16:10:27 di Maurizio Barra

(di Ida Bini)
(ANSA) – ROMA, 04 LUG – ‘Nuova Luce da Pompei a Roma’ è il
titolo della mostra che Villa Caffarelli, nei Musei Capitolini,
ospita dal 5 luglio all’8 ottobre. L’esposizione presenta in
maniera esaustiva la tecnica, l’estetica e l’atmosfera della
luce artificiale nell’antichità romana attraverso 170 opere
originali in bronzo. Provengono dal Museo Archeologico Nazionale
di Napoli, dal Parco Archeologico di Pompei, oltre che dallo
Staatliche Antikensammlungen di Monaco; sono lucerne a olio,
candelabri nonché supporti per lucerne figurative e torce. Oltre
a celebri statue e sculture di lampade, l’allestimento presenta
anche reperti appartenenti al museo di Napoli mai esposti al
pubblico, molti dei quali ristrutturati per l’occasione e anche
30 opere dei Musei Capitolini.
   
Il progetto prende le mosse da un programma di ricerca
multidisciplinare sulla luce artificiale in età romana, dedicato
per la prima volta all’analisi scientifica degli oggetti di
illuminazione in bronzo delle città di Pompei ed Ercolano, i cui
risultati sono stati già presentati in una precedente mostra a
Monaco di Baviera. La luce artificiale romana che la mostra
invita a scoprire è l’arte della luce: con le loro forme
plastiche e le superficie elaborate, lucerne e candelabri in
bronzo creano una spettacolare scenografia di luce e ombre.
   
L’esposizione è arricchita da riproduzioni fedeli prodotte in
collaborazione con la Fonderia dell’Arte San Gallo, nonché da
simulazioni digitali su modelli tridimensionali. “Il tema
dell’illuminazione offre una nuova prospettiva per capire le
diverse sfere di vita nell’antica Roma: festa e religione, magia
ed erotismo, sogno e notte – spiega Ruth Bielfeldt, curatrice
della mostra – Abbiamo fatto un lavoro immenso di ricerca
archeologica, di restauro e di simulazione per capire il
significato dell’illuminazione nell’antichità, nella
quotidianità e nell’immaginazione. Ne risulta un interesse
antropologico e uno studio sociale sulla illuminazione come
condivisione. Molti reperti arrivano da Pompei – prosegue la
curatrice – perché nessun’altra città dell’antichità ha
conservato meglio gli oggetti”. “Il percorso espositivo si
articola in 9 sale – spiega Claudio Parisi Presicce,
sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali – dove il ruolo
della luce nella vita quotidiana e sociale dialoga con fonti
letterarie e reperti provenienti dall’Antiquarium dei Musei
Capitolini. Nelle sale gli oggetti esposti sono in mostra
assieme ad alcune lampade realizzate dal light designer Ingo
Maurer, eccentriche, bizzarre e sovversive, in dialogo continuo
con il passato”.
   
La mostra, curata da Ruth Bielfeldt e Johannes Eber
dell’università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera, è
promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura,
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione
con l’Università di Monaco e con l’organizzazione di Zètema
Progetto Cultura. La mostra è aperta tutti i giorni, dalle 9,30
alle 19.30. (ANSA).
   



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