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Bob Dylan ryhtm'n blues a Milano regala una prima

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 5 Luglio, 2023, 09:43:19 di Maurizio Barra

(ANSA) – MILANO, 04 LUG – Un pianoforte, luci rosse, cinque
musicisti tutti vestiti di nero: a Bob Dylan basta l’effetto
speciale della sua voce – che a 82 anni e’ diventata piu’
profonda
e ancora piu’ graffiante – per dare al pubblico del Tam – teatro
degli Arcimboldi di Milano un grande spettacolo nella prima
delle cinque tappe italiane del suo Rough and Rowdy Ways tour,
iniziato nel 2021 per presentare il suo ultimo album.
   
Mai alla ricerca degli applausi, pronto a riprendere a
suonare appena finisce ciascuno dei brani nella scaletta, Bob
arriva sul palco al buio e si siede al pianoforte al centro
della scena, intorno a lui i suoi cinque musicisti (alla
chitarra Bob Britt e Dough Lancio; al basso e contrabbasso Tony
Garnier, alla batteria Jerry Pentecost e a violino e mandolino
Donnie Herron). Bastano le prime note di Watching the River
Flow, brano del 1971, e l’atmosfera diventa subito rhythm’n
blues, una direzione confermata dall’arrangiamento di Most
Likely You Go Your Way and I’ll Go Mine del 1966. Primo dei
brani del nuovo album e’ I Contain Multitudes che e’ l’occasione
per un assolo al pianoforte che manda in visibilio il pubblico,
dove siedono vicini fans storici con magliette dei tour passati,
con nel curriculum anche 500 dei suoi concerti, e adolescenti
alla prima esperienza Dylaniana.
   
Tutto il movimento di Dylan, in completo nero con inserti
dorati sulla giacca e lungo i pantaloni, e’ quello: alzarsi
dallo
sgabello del pianoforte e risedersi. Ma basta. Sono sufficienti
le le prime note di False Prophet per far battere le mani a
tutti a tempo, accompagnamento per cui il premio Nobel in
italiano dice il suo ‘grazie’. E si diverte e fa divertire.
   
Forse anche per questo ‘regala’ un brano mai eseguito prima a
questo pubblico, suonando una canzone in piu’ delle usuali 17:
Bad Actor del cantante country Merle Haggard, unica concessione
alle cover insieme a Not Fade Away dei Grateful Dead, momento di
vero rock.
   
Tutti a scandire il ritmo anche al nuovo arrangiamento di
When I Paint My Masterpiece del 1967, prima di Black Rider .
   
Tocca alle note d’amore con My Own Version of You. Ci sono tutte
le nove canzoni del nuovo album: Mother of Muses esalta la voce
sofferente di un vero cantastorie, Goodbye Jimmy Reed fa battere
le mani a tutti con il suo ritmo.
   
Ma e’ con il classico Every Grain of Sand e il suo assolo di
armonica che Bob Dylan fa alzare tutti in piedi ed applaudire.
   
Lui si allontana dal piano, saluta con la mano sorridendo per un
minuto e se ne va. Il pubblico esce soddisfatto, si fa togliere
i cellulari dalle custodie bloccate in cui aveva dovuto farlo
inserire prima dello spettacolo che e’ per suo volere ‘Phone
free’ e si accontenta alla fine di fotografare le magliette di
Dylan vendute fuori dal teatro, perche’ per una volta basta la
musica. (ANSA).
   

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