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Galimberti, Salvini e Meloni confondono bambini

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Ultimo aggiornamento 6 Luglio, 2023, 23:30:25 di Maurizio Barra

Gesù “chiedeva una fede e una fiducia nella sua parola, e questa non veniva insegnata. I bambini fanno una gran confusione quando sentono la Meloni che dice ‘io sono cristiana’ o Salvini che agita rosari e crocifissi”. Questi politici “possono fare le cose che fanno ma non rispecchiano le parole di Gesù che invece diceva ‘ero straniero e mi avete accolto’. Lo dice Umberto Galimberti, ospite alla 22/a edizione de Il libro possibile, il festival letterario, sostenuto da Pirelli, a Polignano a mare dal 5 all’8 luglio e a Vieste dal 18 al 22.
    Il filosofo e psicanalista ha esplorato con il pubblico i temi affrontati nel libro, già bestseller, Le parole di Gesù (Feltrinelli), di cui è autore con Ludwig Monti (le illustrazioni sono di Giorgia Merlin) pensato per i bambini e i ragazzi, che “oggi non capiscono realmente cosa sia la fede perché nessuno glielo sa comunicare”.
    Gesù “non ha mai fondato una religione, e quando si arrabbia come una iena, lo fa contro gli scribi e i farisei del tempio – sottolinea Galimberti parlando con i giornalisti, che corregge più volte quando identificano le parole di Gesù con la religione -. E’ stato San Paolo a fondare la religione cristiana; con Costantino è diventata la cultura dell’Impero romano e con Carlo Magno quella del sacro Romano Impero. Quando abbiamo scoperto il nuovo mondo siamo andati a massacrare le popolazioni indigene nel nome del battesimo e del cristianesimo”. La religione “è questo, e ogni popolo la usa per sacralizzare la sua cultura, compresi i musulmani e gli ebrei”. Le parole di Gesù “parlano di salvezza che è in questa terra, non nell’altro mondo. Noi saremo interrogati su ‘ero carcerato e mi avete visitato, ero nudo e mi avete vestito, ero sofferente e mi avete accolto, e queste cose si fanno qui, non là”. Il prossimo “non è chi sta di fronte a me, sono io che mi faccio prossimo”. Gesù “ha insegnato un nuovo modo di stare al mondo”, qualcosa sempre più necessario”, visto che “la famiglia è un disastro e la scuola sono 50 anni che non educa”.
    Galimberti si definisce “greco” nel suo pensiero, una chiave con cui accede alle parole di Gesù, non al cristianesimo come religione: “I greci credevano nella morte, i cristiani no.
    Pensano che dopo questa vita ce ne sia un’altra, non hanno il senso del limite. La loro etica non prevede lo scoraggiamento ma la speranza. Il futuro per loro è una promessa. Tutte parole vuote”. Sul piano dell’amore “i Greci ne parlavano in una chiave sostanzialmente erotica, i cristiani recitano parole d’amore ma non le praticano Anzi ha fatto dell’erotismo il punto polemico delle loro guerre. Sembra che i peccati siano solo quelli della carne, ma scherziamo?”. (ANSA).
   

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