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In 55mila a San Siro per il concerto di Ligabue

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Ultimo aggiornamento 6 Luglio, 2023, 23:34:07 di Maurizio Barra

 Il suo primo concerto in uno stadio fu proprio a San Siro, ormai 26 anni fa. “In questi anni è cambiato tutto, tranne il fatto che ogni volta che mi ripropongo di cantare qui poi non vedo l’ora” esordisce dal palco Ligabue.
    A Milano sono oltre 55mila gli spettatori per il live del ‘Liga’ che, insieme a quello del 14 luglio all’Olimpico di Roma, anticipa il tour d’autunno nei palazzetti (si parte all’Arena di Verona il 9 ottobre) in cui sarà presentato il nuovo album ‘Dedicato a noi’ in uscita il 22 settembre. “Ci ho lavorato parecchio – ha raccontato Liga – forse è l’album su cui sono stato più tempo tra quelli che ho fatto”.
    Sui suoi profili social aveva assicurato che non sarebbero mancate sorprese e i fan non sono rimasti delusi. La prima è arrivata già dalla scaletta, con Ligabue che ha presentato l’inedito ‘Così come sei’ che farà parte del nuovo disco.
    La canzone è stata scritta come conclusione di ‘Salviamoci la pelle’, che raccontava di due ventenni che volevano scappare da un destino già scritto. “Con questo nuovo brano – ha spiegato Liga – ho voluto scrivere il continuo di quella storia trent’anni dopo”.
    A metà concerto il palco si illumina di rosso. Sugli schermi, subito prima de ‘Il sale della terra’, vengono proiettate alcune scritte come ‘Questo mondo è anche tuo’, ‘Le 26 persone più ricche del mondo hanno la stessa ricchezza di quasi 4 miliardi di poveri’, ‘152 milioni di bambini sono vittime di sfruttamento minorile’ o ’25 mila persone muoiono di fame ogni giorno’. Il nostro pianeta appare sul monitor centrale circondato da catene che esplodono quando il ‘Liga’ comincia a cantare.
    A San Siro Ligabue porta in scena trent’anni di repertorio, dai grandi classici come ‘Piccola stella senza cielo’, ‘Una vita da mediano’ e ‘Balliamo sul mondo’, fino a brani più recenti come ‘Per sempre’.
    Sale il livello delle emozioni con ‘Lettera a G’, scritta per il cugino deceduto Gianni con cui ha diviso l’infanzia. Sullo schermo centrale scorre il testo scritto con il carattere delle macchine da scrivere: “Che nessuno mai è pronto quando c’è da andare via…”.
    Il parterre torna a ballare con ‘Happy hour’ – il tema scenografico scelto richiama i videogiochi arcade – e con ‘Un colpo all’anima’. Prima del gran finale con ‘Si viene e si va’ e ovviamente con ‘Certi notti’.
    E c’è tempo anche per il ‘bis’ e la chiusura con ‘Urlando contro il cielo’. Perché “se non ve ne siete accorti questo è San Siro”. E da quel palco, che lui ha calcato 13 volte, nessuno vorrebbe andarsene

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