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Meloni vede Erdogan. 'Coesione l'arma più efficace'

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Ultimo aggiornamento 12 Luglio, 2023, 01:43:27 di Maurizio Barra

La nuova “postura” della Nato, che deve puntare a rafforzare anche il fianco Sud, quel Mediterraneo dove per troppo tempo si è lasciato un vuoto facilmente riempito da altri. E la “coesione”, che resta “l’arma più efficace” per l’Alleanza per affrontare le nuove sfide, compresa quella di un sostegno “straordinario” all’Ucraina che va portato avanti finché sarà necessario. Giorgia Meloni è all’esordio al consiglio atlantico. Parla dopo Joe Biden, con cui ha un breve scambio durante i lavori, e l’olandese Mark Rutte. E coglie l’occasione del vertice di Vilnius per un incontro faccia a faccia prima con “l’amico” Rishi Sunak e poi con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Con il primo c’è un colloquio breve focalizzato tutto sull’Ucraina, dopo che Sunak ha detto a chiare lettere che va indicata una “road map” per l’ingresso di Kiev nell’Alleanza. Un tema che sarà al centro della seconda giornata del summit, che avrà Volodymyr Zelenski come protagonista. Accolto da un bagno di folla nella capitale lituana, il presidente ucraino fa un breve intervento molto applaudito tra le bandiere gialle e blu che sventolano per le strade blindate per la città.

L’Italia resta dalla sua parte “fino a quando sarà necessario”, il messaggio di Meloni, che ha fatto del sostegno a Kiev uno dei punti di forza della sua politica estera, e vede con favore la semplificazione delle modalità di adesione dell’Ucraina alla Nato, così come ha sempre sostenuto, in continuità con il governo Draghi, il processo di ingresso nella Ue. Con Erdogan il bilaterale, fanno sapere gli italiani, dura quasi un’ora. L’incontro è con le delegazioni (per l’Italia c’è anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani) ed è incentrato sull’agenda internazionale ma anche sui rapporti bilaterali tra i due paesi. “La Turchia continuerà la sua forte cooperazione con l’Italia con cui è alleata nella Nato”, scrive sui social Erdogan, che ha anche invitato Meloni ad Ankara.

Su questo fronte i due Paesi starebbero lavorando per far nascere all’interno dell’Alleanza un coordinamento per la lotta al terrorismo. Ci sono poi gli investimenti da rafforzare, soprattutto sul fronte industriale e della difesa, per portare l’interscambio tra Italia e Turchia, l’obiettivo indicato dal lato italiano, a 30 miliardi di euro. E ci sono ancora le urgenze geopolitiche, la “pace giusta e duratura” da assicurare all’Ucraina, su cui “continuiamo a lavorare”, dice la premier sui social. E, una delle priorità di Roma con gli alleati, il “comune interesse a afforzare l’impegno nella sponda sud del Mediterraneo”. Cui è legata la gestione dei flussi di migranti illegali, tema di cui si è parlato a lungo nel confronto tra le due delegazioni. La premier è tra le ultime a raggiungere il LitExpo, sede del vertice alla periferia di Vilnius. Passa veloce davanti alle telecamere schierate per i doorstep, “ci vediamo dopo, domani”, torna ad assicurare, quando dovrebbe tenere una conferenza stampa che inevitabilmente virerà anche sulle questioni interne, dal Pnrr alla giustizia. Un abbraccio con Rutte, con cui parla fitto anche in serata al palazzo presidenziale per la cena offerta ai leader dal presidente della Lituania. Alla cena non c’è Biden, con cui comunque, raccontano, la premier ha avuto uno scambio in una pausa dei lavori e che già l’ha invitata a Washington entro la fine del mese, anche se per la visita alla Casa Bianca ancora non è fissata una data.

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