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Lavrov, F-16 a Kiev saranno considerati minaccia nucleare, da Occidente una "minaccia esistenziale"

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Ultimo aggiornamento 13 Luglio, 2023, 11:19:47 di Maurizio Barra

La Nato sarebbe tornata agli “schemi della guerra fredda”, e la Russia sta patendo una “minaccia esistenziale“, ma soprattutto (l’eventuale) concessione dei caccia F-16 a Kiev, sarebbe interpretata da Mosca come una “minaccia nucleare”. Così il Ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, in un’intervista alla testata Lenta.ru, rilanciata dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Un “avviso ai naviganti” indirizzato – come spesso in passato, quando ci si sta avvicinando ad una nuova escalation – agli Stati Uniti. 

Il capo della diplomazia russa ha detto che le forze armate russe, nel corso delle ostilità, non si occuperanno di stabilire “se ogni singolo velivolo del tipo specificato è equipaggiato per la consegna di armi nucleari o meno” e “il fatto stesso che tali sistemi siano presenti nelle forze armate ucraine sarà considerato da noi come una minaccia dell’Occidente nella sfera nucleare“. Così nell’intervento sulla stampa del suo paese.

Lavrov, la Nato è tornata agli schemi da Guerra Fredda
Il vertice Nato a Vilnius – continua il ministro russo – “ha mostrato che l’Alleanza è tornata agli schemi della Guerra Fredda”, e secondo Lavrov “Mosca studierà attentamente i risultati del vertice e risponderà alle minacce al meglio delle sue possibilità”.  Secondo il ministro i Paesi Nato si sono impegnati a fornire armi a più lungo raggio all’Ucraina con l’obiettivo di “prolungare la guerra di logoramento”.

La “minaccia esistenziale” alla Russia
“L’Occidente, con le sue azioni, crea una minaccia esistenziale per la Russia, che si difenderà con tutti i  mezzi disponibili”, così Lavrov, elencando gli elementi di strategia bellica emersi durante il conflitto ed il ruolo dei partners occidentali dell’Ucraina: “Dopo il lancio dell’operazione militare speciale, gli Stati Uniti e altri Paesi della Nato e dell’Ue hanno intensificato fortemente la guerra ibrida contro la Russia lanciata nel 2014. I passi aggressivi di questi Stati ostili creano una minaccia esistenziale per la Russia. Su questo non c’è dubbio”, ha sottolineato il capo della diplomazia russa.

Il segretario generale Jens Stoltenberg parla con i soldati della British Royal Navy Commando alla base aerea di Bardufoss durante l'esercitazione NATO "Cold Response" a Bardufoss, Norvegia (GettyImages)

Il segretario generale Jens Stoltenberg parla con i soldati della British Royal Navy Commando alla base aerea di Bardufoss durante l’esercitazione NATO “Cold Response” a Bardufoss, Norvegia

La pace lontana, “fake news, le voci di un colloquio a luglio”
Sul tema di una eventuale trattativa di pace, il ministro degli esteri è tranchant: “La Russia condivide molte delle proposte dei suoi partner per quanto riguarda la soluzione pacifica del conflitto ucraino, ma l’Occidente e Kiev rifiutano tutte le iniziative di pace – accusa Lavrov.

Siamo d’accordo con molte delle proposte dei nostri partner, come il rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, l’abbandono della mentalità della Guerra Fredda, la risoluzione della crisi umanitaria, la garanzia della sicurezza delle centrali nucleari, la fine delle sanzioni unilaterali e il rifiuto di utilizzare l’economia mondiale per scopi politici”, continua lavorv, “Allo stesso tempo, dobbiamo ammettere che i protettori occidentali” del presidente ucraino “Vladimir Zelensky rifiutano completamente qualsiasi forma di de-escalation: il regime di Kiev ha rifiutato direttamente e immediatamente la possibilità di colloqui su iniziative di pace proposte da Cina, Brasile e Paesi africani”.

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