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Nuovi ritrovamenti nel sito archeologico della via Appia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Luglio, 2023, 02:35:46 di Maurizio Barra

Sono emersi nuovi ritrovamenti
dell’epoca romana dalla seconda campagna di scavo nel sito
archeologico della via Appia, a Roma, curata dal gruppo di
ricerca dell’università di Ferrara per il laboratorio ‘Eredità
culturali e comunità’.

   
“Gli scavi si svolgono in un’area posta a poche centinaia di
metri fuori le Mura Aureliane mai indagata finora da uno scavo
archeologico con finalità di ricerca, nonostante la sua forte
valenza storica e culturale”, spiega Rachele Dubbini, docente
del Dipartimento di Studi Umanistici di Unife e direttrice
scientifica degli scavi. L’ampliamento della trincea aperta lo
scorso anno, oltre ad aver permesso la piena identificazione di
alcune strutture solo parzialmente intercettate nella prima
campagna di scavo, ha portato alla luce ulteriori edifici che
dovevano essere presenti a ridosso del tracciato della Via Appia
Antica.

   
Le indagini archeologiche hanno confermato la natura
funeraria dell’area, occupata da edifici pertinenti a famiglie o
a limitati clan familiari; le strutture identificate, perlopiù
colombari di piccole o medie dimensioni, sono realizzate in
opera cementizia con paramenti in laterizi, alcuni dei quali di
eccezionale fattura; all’interno dei vani è presente un cospicuo
numero di sepolture a incinerazione, entro olle infisse nelle
murature, e di sepolture a inumazione conservate in arcosoli.

   
Fra i ritrovamenti di maggiore interesse, una struttura in
blocchi di tufo identificata sul limite meridionale dell’area di
scavo. “La struttura in blocchi – spiega il direttore dello
scavo, Fabio Turchetta – doveva verosimilmente segnare un
confine invalicabile tra il lotto sul quale fu permessa la
costruzione degli edifici funerari e un’area in cui
l’edificazione di strutture fu palesemente preclusa. L’indagine
archeologica che riprenderà nella campagna autunnale fornirà
ulteriori dati per l’interpretazione di questa preesistenza.

   
Scavare significa sollevare lentamente il sipario che cela da
circa 1800 anni una scenografia che doveva essere di grande
impatto visivo allora e che emoziona ancor più oggi”. Il 18
settembre è previsto l’avvio della terza campagna di scavo.

   

   

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