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Fisco: Ruffini, 'lotta all'evasione non è volontà di perseguitare'

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Ultimo aggiornamento 17 Luglio, 2023, 20:02:21 di Maurizio Barra

“Il contrasto all’evasione non è volontà di perseguitare qualcuno”. Lo dichiara il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, intervenendo al convegno “Facciamo l’Italia semplice”. “E’ un fatto di giustizia nei confronti di tutti coloro che, e sono la stragrande maggioranza, le tasse anno dopo anno le pagano”, ha sottolineato. “Il nostro è un lavoro essenziale per il funzionamento di tutta la macchina pubblica – ha detto Ruffini – perché se vogliamo garantire i diritti fondamentali della persona indicati e tutelati nella nostra Costituzione, servono risorse”.

“L’Agenzia è una amministrazione dello Stato, non un’entità belligerante”, ha sottolineato Ruffini, spiegando che la lotta all’evasione è “un fatto di giustizia nei confronti di tutti coloro che, e sono la stragrande maggioranza, le tasse anno dopo anno le pagano e le hanno pagate, sempre fino all’ultimo centesimo, anche a costo di sacrifici e nonostante l’innegabile elevata pressione fiscale; di coloro che hanno bisogno del sostegno dello Stato, erogato attraverso i servizi pubblici con le risorse finanziarie recuperate”. “Il nostro – ha detto – è un lavoro essenziale per il funzionamento di tutta la macchina pubblica, perché se vogliamo garantire i diritti fondamentali della persona indicati e tutelati nella nostra Costituzione, come la salute dei cittadini, l’istruzione dei nostri figli, la sicurezza di tutti noi, servono risorse e noi siamo chiamati a raccoglierle a vantaggio di tutti. Anche di chi si sottrae al loro pagamento. E siamo tutti noi chiamati a farlo nelle forme, nei modi e nei tempi che sono stabiliti sempre e soltanto dal legislatore, non dall’Agenzia delle entrate”.

Salvini: “La pace fiscale è un vantaggio per lo Stato”

“Una pace fiscale per chi ha fatto le dichiarazioni ma non è riuscito a versarle tutte è un vantaggio per lo Stato che incassa una marea di miliardi da usare per stipendi e pensioni e significa una liberazione per 15 milioni di persone”. Lo ha ribadito Matteo Salvini al suo arrivo a Cagliari. “Ci sono ad oggi 15 milioni di italiani che hanno fatto la dichiarazione dei redditi, ma hanno un conto aperto con l’Agenzia delle entrate – ha sottolineato -. Non posso pensare che un terzo degli italiani, tolti i minorenni, sono persone che hanno avuto un problema con il fisco, non ce l’hanno fatta a pagare tutto quello che dovevano. Dovrebbero essere aiutati non condannati. Poi gli evasori totali per quanto mi riguarda vanno in galera”.

Pichetto: “Il condono va valutato, si può fare”

“L’Italia ha la necessità di fare una grande riforma fiscale” e “su questo passaggio bisogna intervenire con meccanismi di agevolazione per chiudere prendenze pregresse. È una cosa che deve essere valutata e può essere fatta. Un condono? Sì, dipende dai contenuti. Condono deve significare una valutazione su chi è in grado di pagare”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, a margine dell’assemblea di Utilitalia a Roma.

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