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Sorpresi con telefonini in cella, condannati a Sulmona

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Ultimo aggiornamento 18 Luglio, 2023, 16:03:09 di Maurizio Barra

Otto mesi di reclusione e
pagamento delle spese processuali. E’ questa la pena inflitta
dal giudice monocratico del Tribunale di Sulmona, Concetta
Buccini, a due detenuti del carcere di massima sicurezza di
Sulmona, finiti alla sbarra per l’accesso indebito di
dispositivi idonei alla comunicazione. Entrambi, processati con
rito abbreviato, erano stati sorpresi lo scorso anno dagli
agenti di polizia penitenziaria con i telefoni dietro le sbarre.

   
Nel mese di ottobre del 2020 i baschi blu, al termine di
un’accurata indagine ed una serie di perquisizioni, riuscirono a
sequestrate una ventina di dispositivi che erano finiti nelle
mani dei detenuti del penitenziario peligno, alcuni dei quali
sembrerebbe recapiti perfino tramite l’utilizzo di droni.

   
L’ultimo episodio, in ordine di tempo, risale al 25 ottobre
dello scorso anno quando un detenuto, dopo essere stato scoperto
con tre cellulari in cella, reagì alla perquisizione, mandando
in ospedale cinque poliziotti penitenziari. Ne è scaturita
un’inchiesta che ha portato alla condanna dei due imputati e al
rinvio a giudizio di altri sette detenuti, per i quali il
processo è già partito. L’attività d’indagine si è poi allargata
con l’arresto di un poliziotto penitenziario, accusato di aver
introdotto tre micro cellulari nella struttura carceraria,
destinati verosimilmente ai detenuti. L’uomo si trova ancora
agli arresti domiciliari.

   

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