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Senza velo in pubblico, condannata a 2 anni e a sedute psicologiche l'attrice Afsaneh Bayegan

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Luglio, 2023, 22:27:42 di Maurizio Barra

Il suo volto noto e amato in Iran. A maggio scorso aveva deciso di presenziare a una cerimonia senza velo, lasciando che fosse fotografata e ripresa anche su internet. 

Per questo l’attrice iraniana Afsaneh Bayegan è stata condannata a due anni di carcere con sospensione della pena per essere apparsa in pubblico senza velo islamico obbligatorio. Lo ha riferito l’agenzia Fars. 

L’attrice, 61 anni, non potrà lasciare l’Iran né usare le piattaforme sociali per due anni.   

La sentenza di condanna prevede inoltre che una volta a settimana il condannato ricorra a un centro di psicologia specializzato nel trattamento dei suoi presunti disordini mentali. 

Da domenica scorsa, le autorità tramite la polizia hanno annunciato un nuovo giro di vite per chi osa sfidare l’uso del velo islamico, precetto fondamentale nella Paese a guida sciita.

Video e foto si moltiplicano sui social col ritorno dei pattugliamenti della polizia cosìdetta morale che ha il mandato di vigilare sul rispetto del rigido codice vestimentario femminile, in vigore dall’insediamento della rivoluzione khomeinista del 1979.

L’uso dell’hijab obbligatorio fortemente contestato durante gli otto mesi della lunga protesta chiamata Donna Vita Libertà cova ancora nelle strade e nella vita sociale della Repubblica islamica dopo la morte di Mahsa Amini avvenuta quasi un anno fa mentre era in custodia della polizia morale proprio per non aver indossato correttamente il velo. 

Le nuove misure sull’hijab obbligatorio hanno anche portato alla chiusura di negozi, cafè, club e sale concerti in diverse città dove si trovavano donne senza il velo.

“Queste donne sono legate ai nemici dell’Iran che pianificano di spingere le donne iraniane a spogliarsi fino alla nudità”, ha detto il vice comandante della polizia Ghassem Rezaei riportato media locali. 

Il ritorno delle pattuglie della polizia morale nelle città iraniane prevede anche la presenza di giudici nelle auto degli agenti in modo tale che le donne senza velo possano anche ricevere una condanna sul posto dopo essere state fermate e arrestate.

“Questa iniziativa è contro i principi dei diritti umani e priva queste donne di una difesa e di un processo equo, ricorda i tribunali allestiti sul campo durante guerre e rivoluzioni”, ha commentato l’avvocato Shima Ghousheh. 

Come è possibile vedere da video pubblicati sui social media e diventati virali, in questi giorni si sono verificati casi, come a Rasht a Nord sul Mar Caspio,  in cui i passanti hanno usato la forza per fermare tentativi di arresti di donne senza velo per strada mentre erano fermate dalle forze dell’ordine.

 

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